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Intervista con le "Visioni di Cody"

  - Come nasce l'album, come ci avete lavorato, cosa volevate ottenere dal punto di vista sonoro e... curiosità, aneddoti, Appennino, Dio Cinghiale, "Ep"...   Il disco è nato da una voglia, sviluppata senza forzature, di comporre canzoni più aggressive e d'impatto del solito: impeto libertario, punk.  Per rendere l'idea abbiamo registrato in presa diretta, e per noi ex fans delle tracce separate è stata una discreta novità. Il leitmotiv ha preso forma dopo aver arrangiato la canzone "Il Manifesto", avevamo bisogno di un fil rouge, di un qualcosa che colpisse, magari divertendo.  Non è un EP per diversi motivi: perché è la nostra terza uscita, perché costa poco meno di un disco di dieci pezzi, perché starebbe bene in vinile e perché lo decidiamo noi.  - Musicalmente il vostro sound si potrebbe definire "folk punk", noi abbiamo scritto: "pura tensione narrativa, che cresce, sul lavoro delle chitarre elettriche e sulla ritmica op...

Luca Carboni - Fisico & Politico

Se nel festeggiare Max Pezzali e gli 883 gli ospiti si erano presi qualche libertà in più, alternando buone cose a altre decisamente un pò meno, Luca Carboni e i suoi amici, non si prendono questa responsabilità e non corrono alcun rischio, solo Lorenzo e lui può, vista l'amicizia ventennale permettersi un'aggiunta a "Ci vuole un fisico bestiale", gli arrangiamenti hanno più vigore ritmico ma sostanzialmente rimangono gli stessi... c'è da concentrarsi in toto sugli inediti:   Il brano con  Fabri Fibra, in cui proprio non si trova l'amalgama tra le due voci, è una delusione,"nessuna sa il confine, nessuno sa la fine", il pezzo di Ligabue "C'è sempre una canzone" è nella norma e ben riconoscibile dello stile del rocker e veste adeguatamente anche la voce di Luca, peccato solo per qualche rima facile facile, fortuna e luna dovrebbero essere aboliti in questo caso: "e sei un particolare che vorrebbero ignorare.. se tu li lasci far...

Losburla - I Masochisti

Roberto Sburlati aka Losburla esordisce convincendo con questo "I Masochisti", una sorta di concept album, mettendo in mostra un'ironia dissacrante, lucida e amara, nei testi intelligenti e curati su un indie pop dove è la misura a regnare, nel senso che il nostro non trascende musicalmente, i brani non hanno quasi mai un crescendo o variazioni significative, non esplodono in potenza, sono perlopiù giocati sulla ripetizione di frasi siano esse musicali o testuali, ovviamente arricchite dagli interventi strumentali, un lavoro di cesello, che punta a un'interiorizzazione maggiore dei concetti espressi, che ha decisamente il suo perchè. "L'imbucato":"in questo cazzo di bicchiere c'è solo acqua tonica" blues/rock'n'roll di fondo per variazioni di tono e arrangiamento come il testo che è un flusso di coscienza in piena regola  "al mio funerale vorrei non essere invitato esser fedele a me stesso rimanendo un imbucato" ...

La fine del mondo di Edgar Wright

"Mi chiamavano tutti il re perchè mi chiamo Gary King ehehehe" Da Una notte da Leoni ("io non bevo da 16 anni.. devi aver sete allora!!!") a Dal tramonto all'Alba, soprattutto per il cambio repentino di atmosfere, passando più volte dal via, ovvero la fantascienza e la sua evoluzione, che si mischia con la comicità più sgangherata... si resta quanto meno confusi dopo una visione del genere se non addirittura senza parole. Le troviamo per forza di cose e per i non avvezzi al cinema del nostro diciamo che la logica è difficile da trovare in questo terzo capitolo della "trilogia del cornetto" (L'alba dei morti dementi, Hot Fuzz ) ma c'è comunque, tra le pieghe di questa storia verso la fine del mondo... c'è persino una morale, tra le metafore disseminate qua e la, quello che manca è una coesione vera e propria, un senso che non sia il semplice "ognuno ha i suoi tempi per la maturità"... che in fondo non lo si pretende mica ...

Bling Ring di Sofia Coppola

"Che dici sto bene? Sembra un look moderato? Sembri una troia vestita da segreteria" Dare un senso a Bling Ring, sarebbe come aggiungere didascalia a didascalia, un' opera "sociologica?" che ristagna nella sua premessa, va bene il distacco narrativo, va bene il ritratto macchiettistico delle famiglie dei giovani virgulti ma è davvero troppo poco... si voleva certo narrare la pochezza, il vuoto, Sofia Coppola ci riesce sin troppo dimenticando però di far cinema e tralasciando il messaggio o la rappresentazione di questa vacuità che facilmente si contrappone per equipararsi allo star system, il film manca di verve, ritmo, di battute, non graffia, si limita a rappresentare una storia, vera tra l'altro, quasi con disinteresse, ma non è un problema di empatia, la narrazione fredda dei fatti ci può anche stare, mancano forza, vigore, a cominciare dai personaggi non sviluppati, a parte un minimo quello di Emma Watson che tra l'altro rappresenta una figura ...

Diamo a Sergio quel che è di Sergio!

A 8 anni dalla scomparsa e dopo una causa legale lunga 18 anni, finalmente possiamo ben dirlo: Sergio Endrigo, il poeta dolce della canzone italiana, vince il premio Oscar per la musica del film “Il Postino” del 1996. Si, o almeno virtualmente, visto e considerato che di anni ne sono passati. “Per onestà e chiarezza ci tengo a precisare che papà non ha vinto e non vincerà alcun Oscar almeno a livello materiale… dopo 17 anni, non avendo alcuna fiducia nella giustizia italiana abbiamo deciso di chiudere la diatriba con una transazione i cui contenuti ovviamente sono assolutamente segreti e tali devono rimanere”. Sono queste le parole di Claudia Endrigo, la figlia di Sergio, emozionata per il riconoscimento ma che cerca di mettere un freno ai fan, che giustamente, vogliono omaggiare il loro “premio Oscar”. Il gioiello di Michael Radford, tratto dal libro “Il postino di Neruda” di Antonio Skarmeta, nonché ultimo film di Massimo Trosi che morì 12 ore dopo la fine delle riprese, ha final...

Massimo Volume - Aspettando i Barbari

Non è un caso che i Massimo Volume aprano questo "Aspettando i Barbari" con un testo che non sia di Emidio Clementi, in quanto i nostri si prodigano a darci la soluzione in un certo modo sin dall'inizio "vince chi resiste" e pongono già in essere la necessità di uno sguardo "altro" (gli innumerevoli personaggi presenti nel disco, come "i lumi che accendiamo per nascondere noi stessi") che è per certi versi la cifra stilistica di tutto l'album, che possa ricongiungersi idealmente con tutto quello da rispedire al mittente nella conclusiva "Da dove sono stato": "Vi lascio e corro incontro ai giorni che mi spettano le carte appese al petto e una versione di riserva per tutte le strofe uscite male e le frasi sbagliate che nessuno potrà più cancellare" ma nell'attesa che i barbari arrivino una volta per tutte, perchè è palese che siano già tra di noi, l'opera di Ryan Mendoza che fa da copertina è alquanto esplica...