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CocKoo - Buongiorno

Voci che si contrappongono, strofe che non aspettano altro che esplodere in ritornelli orecchiabili, melodia a tutto spiano, venature elettroniche e retrò, testi che nella loro semplicità rifuggono la banalità, i CocKoo danno il loro "Buongiorno" al mondo con raziocinio pop a facile digeribilità ma con dovizia di particolari. Dodici brani solidi, senza sbavature, che arrivano diretti e ben assestati, dodici brani pop ben scritti e arrangiati, sembra poco, non lo è affatto... da "Le distanze (solo lamenti)": pop elettronico melodico, "è così facile capire che ogni scelta è solo mia" passando per "Casa" "cerco nella mia gabbia toracica qualcosa che si possa definire casa",con impasti vocali trascinanti e ritornello accattivante a "Baby": "sai l'amore è una cosa che si impara" altro brano pop ben confezionato... per un trittico davvero centrato, "La parte più eterna del mondo": con le sue movenze da ba...

Big Fish - Niente di personale

Tra singoli, remix e altro non è certo la coesione il punto di vista migliore per giudicare un album come questo, che già dal titolo mette le cose in chiaro, "Niente di personale", Big Fish è alquanto esplicativo in tal caso e snocciola 14 brani che pur nel loro essere episodici, rivelano la sua mano in maniera tangibile, nelle sue diverse sfaccettature si intende. E' una raccolta più che un disco comunque riuscito, dove i pezzi rap, che aprono e chiudono non a caso il disco vincono per distacco, "La Macchina del Tempo" (feat. Rancore) "e tutte le lacune che avrò saranno la mia fortuna" e  "Nuovomondo" (feat. Caneda) intensa e tutta giocata sull'attesa, in ambito rap, sono sicuramente al top, "il problema dei grandi è che sono ancora bambini"... ci sono gli episodi reggae che non dispiacciono, come  Insostituibile (feat. Andrea Nardinocchi) e soprattutto Levante - Alfonso con inserti jungle, ci sono Morgan e Caparezza a garan...

Julie's Haircut - Ashram Equinox

I Julie's Haircut tornano "spaziando e spiazzando" con questo "Ashram Equinox", album interamente strumentale, dove il fascino oscuro che emanava il precedente ep, si tramuta felicemente in un più articolato mantra, atto a congiungere gli opposti o a percepirne le differenze in una nuova realtà "altra"... Lato A è uguale a Oriente, coi suoni che ne convengono opportunamente ripensati dalla band si intende, così come le suggestioni, i profumi emanati, nelle prime 4 tracce del lotto, che in un non scontro, in un tentativo di unione si amalgamano al Lato B, rappresentato dall'Occidente, più spigoloso e austero, a tratti meccanico, ripetitivo, che equivale per incanto al mantra tipicamente orientale. Ne esce fuori un album non facile, che ha bisogno di ripetuti ascolti, per essere apprezzato come si deve, per capire, il viaggio sonoro che la band ha intrapreso dove bisogna sgomberare la mente e lasciarsi trasportare, tra le ripetizioni, gli scambi,...

Gravity di Alfonso Cuarón

"Tutti dobbiamo morire ma io morirò oggi" La metafora insita già nel titolo, "Gravity" andare avanti anche quando tutto ti porta indietro e ogni ostacolo diventa insormontabile che si esplicita in quello spazio desolato che rappresenta la perdita, il vuoto che attanaglia la mente di Ryan Stone, il personggio interpretato da Sandra Bullock, dopo la morte della figlia e la sua voglia di immergersi nel lavoro, "continuare a guidare" per non pensare e continuare a vivere in qualche modo, non regge fino in fondo, perchè il concetto è sin troppo didascalico ed esplicitato ancor più e soprattutto non appassiona, anche perchè, grazie all'angelo custode logorroico Matt Kowalsky, George Clooney, i dialoghi spesso, che dovrebbero essere il punto di forza, scadono nel ridicolo involontario,"Kowalsky è una figata! E pensare che viene da Harward" o ancora cambiando registro: "Dille che ho trovato quella scarpa rossa, le piaceva tanto e dille ch...

Paolo Cattaneo - La luce nelle nuvole

Un autore di classe che ancora una volta si ripropone con garbo e stile, giocando amabilmente sui chiaro scuri delle atmosfere evocate, delle sensazioni suggerite, delle storie, dei sentimenti raccontati di volta in volta... Paolo Cattaneo con questo "La luce nelle nuvole", si muove come un pittore che via via va assestando pennellate risolutive a un quadro ben esposto in una galleria segreta, intima... ogni tanto c'è voglia di portarlo fuori e allora la sezione ritmica cresce e si fa ammiccante ma sempre con gusto, altre volte si ritrae coscienziosamente, altre ancora si lascia guardare e ammirare... Partiamo dalla fine per analizzare meglio l'album, dalla scarna e intensa "Non ho rabbia non ho pietà": "non c'è umano che consoli non c'è dio che preghi per me" ballad al pianoforte, che si dscosta decisamente dal resto delle canzoni, avrebbe forse meritato un maggior sviluppo strumentale... ma è anche vero che avrebbe finito per stonare ...

Madreperla - Ho quasi 30 anni e sono pieno di debiti

A due anni e mezzo di distanza da "La noia è una vostra invenzione" tornano i Madreperla con questo "Ho quasi 30 anni e sono pieno di debiti", decisamente più sporchi e potenti, più ricchi di suoni e influenze, il gruppo fa un passo in avanti nella costruzione dei brani, molto variegati e ben congegnati, piacciono gli arrangiamenti che donano coesione al corpus, piace la voglia, a tratti la ferocia persino che ci mettono i nostri nell'andare all'assalto per così dire, che denota urgenza espressiva e l'aver tanto da dire. Dalla "beffarda" e varia "Lavorare fa male": poggiata sui riff di chitarra elettrica, belli pesi ma che non disdegnano la melodia, alla Black Sabbath di Iron Man "qui non si ride, non si scherza, non si scopa più"; si passa a "Bava": che parla della classica ragazza che fà la preziosa e perde così il suo tempo nello specchiarsi nella sua bellezza, più cupa col basso martellante, dal deciso pigli...

Roberto Vecchioni - Io non appartengo più

A distanza di sei anni da “Di Rabbia e Di Stelle”, torna il professore della canzone italiana Roberto Vecchioni con questo "Io non appartengo più", da lui stesso definito come “Un soliloquio davanti alla fine..", da ricordare che lo stesso Vecchioni è stato recentemente operato per un tumore al rene e "le riflessioni alte" sull'esistenza è inevitabile che confluiscano in queste dodici tracce, alla ricerca della memoria perduta, potremmo dire, alla ricerca degli affetti più profondi, veri e sinceri e quindi la famiglia (protagonista spesso delle liriche) da contrapporre al vuoto di oggi imperante, narrato soprattutto nella conclusiva titletrack, solenne e suggestiva: "non appartengo più alle scaramucce sull’esistenza di Dio, sul governo ideale, sull’origine del male, sulla felicità virtuale, Io non appartengo più ai borghesi, gli inciuciai, le banche, ai cazzi in culo e mi scuso, ma c’ho pure il dubbio che sia persino Dio un refuso..." Ma torni...