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Two mothers di Anne Fontaine

“ Two mothers” nella versione puritana italiana, oppure “Perfect mothers” nella versione “ironica” americana, o meglio “Adore” in quella originale trasgressiva francese, insomma questo film di Anne Fontaine – tratto dal romanzo del premio Nobel Doris Lessing – lascia l'amaro in bocca non tanto per la tematica affrontata potremmo dire anche con coraggio, ma per il modo in cui viene raccontata. La storia è ambientata in Australia dove due madri, amiche sin da bambine, Roz e Lil, interpretate rispettivamente da Robin Wrigth e Naomi Watts si sono sposate ed hanno avuto due figli coetanei: Tom e Ian, anch'essi amici a loro volta. Lil perde il marito molto giovane mentre quello di Roz accetta un ottimo lavoro a Sidney dove vuole portare con sé la famiglia che non accetta di partire. A parte la banalità delle due immagini iniziali, quella delle due bambine che giocano in acqua e d'improvviso diventano donne (stessa scena si ripete 10 minuti più tardi con i loro figli), dalla...

Shakalab - Tutto sbagliato

Shakalab è ormai una realtà consolidata del reggae e dei suoi derivati, primo fra tutti la dancehall, il rootz, ma anche l'hip hop. A memoria non ricordiamo un gruppo nella parte Occidentale della Sicilia così proficuo, eppure l'Etiopia, terra di “papà” Bob Marley non è poi così lontana. Gli Shakalab vengono precisamente da Trapani e dintorni, dove negli ultimi anni è nata forte una vera e propria comunità reggae fatta di musicisti in levare, dj, selecta e sound system. Il collettivo è formato dall'unione di 5 interessanti personaggi: Jahmento, Lorrè, Dj Delta, Br1 e Marcolizzo. Ognuno di loro da un apporto fondamentale ed essenziale cui senza non nascerebbe il progetto Shakalab. E non è la Sicilia l'unica a rendersene conto. Per questo la band è riuscita, con questo primo disco, “Tutto sbagliato”, a sprovincializzarsi ancor più di quanto avessero fatto i Tinturia negli anni '90. In questa opera prima si possono ascoltare i Sud Sound System, che ormai si dest...

Threelakes and the Flatland Eagles – War Tales

Difficile non rimanere incantati con canzoni come queste, difficile anche trovare aggettivi che possano quanto meno rendere l'idea di tale spessore narrativo, emozionale ed evocativo... impossibile non lasciarsi trasportare, canzoni che sembrano abbracciare l'ascoltatore, quasi per consolarlo, dal dolore che le attraversa, dal sangue e dalla forza che ci vuole... la speranza... diventa inevitabilmente un rapporto intimo, di complicità e fierezza, attraverso le lacrime. “War Tales” dei Threelakes and the Flatland Eagles è una perla nerissima di un bagliore infinito, che vive di contrasti, che racconta quanta fatica, quanto costa provare a rinascere, insomma Luca Righi con Andrea Sologni e compagni deliziano, senza se e senza ma: “Wild water”: giocata su efficaci scambi chitarristici viene impreziosita da piccoli orpelli strumentali nella strofa per un ritornello che esplode letteralmente: “Oh again, again, we're dust dancing in light” “The walk”: la lap stee...

Elisa - L'Anima vola

Finalmente è arrivato l'album tutto in italiano di Elisa, era quanto meno dal successo sanremese che si attendeva che uno dei nostri maggiori talenti si confrontasse con la lingua madre. Il risultato è "L'anima vola", dodici canzoni di pop italico grazie anche alle collaborazioni con Tiziano Ferro, Luciano Ligabue e Giuliano Sangiorgi, dal respiro internazionale come lo si evince dalla collaborazione con il maestro Ennio Morricone... come si suol dire e come era lecito attendersi, un bell'album con poche cadute di tono, dove la delusione si prende la prima parte, col suo rimuginare su una storia finita e si cerca la speranza nella seconda parte, dove altri fattori intervengono a rinvigorire l'umore, ma tralasciando il discorso testuale di fatti che ovviamente non conosciamo, musicalmente l'album nel suo essere gradevole e di sicuro effetto, finisce con l'assomigliarsi, nel suo essere rassicurante nelle dinamiche armoniche, negli arrangiamenti, s...

CocKoo - Buongiorno

Voci che si contrappongono, strofe che non aspettano altro che esplodere in ritornelli orecchiabili, melodia a tutto spiano, venature elettroniche e retrò, testi che nella loro semplicità rifuggono la banalità, i CocKoo danno il loro "Buongiorno" al mondo con raziocinio pop a facile digeribilità ma con dovizia di particolari. Dodici brani solidi, senza sbavature, che arrivano diretti e ben assestati, dodici brani pop ben scritti e arrangiati, sembra poco, non lo è affatto... da "Le distanze (solo lamenti)": pop elettronico melodico, "è così facile capire che ogni scelta è solo mia" passando per "Casa" "cerco nella mia gabbia toracica qualcosa che si possa definire casa",con impasti vocali trascinanti e ritornello accattivante a "Baby": "sai l'amore è una cosa che si impara" altro brano pop ben confezionato... per un trittico davvero centrato, "La parte più eterna del mondo": con le sue movenze da ba...

Big Fish - Niente di personale

Tra singoli, remix e altro non è certo la coesione il punto di vista migliore per giudicare un album come questo, che già dal titolo mette le cose in chiaro, "Niente di personale", Big Fish è alquanto esplicativo in tal caso e snocciola 14 brani che pur nel loro essere episodici, rivelano la sua mano in maniera tangibile, nelle sue diverse sfaccettature si intende. E' una raccolta più che un disco comunque riuscito, dove i pezzi rap, che aprono e chiudono non a caso il disco vincono per distacco, "La Macchina del Tempo" (feat. Rancore) "e tutte le lacune che avrò saranno la mia fortuna" e  "Nuovomondo" (feat. Caneda) intensa e tutta giocata sull'attesa, in ambito rap, sono sicuramente al top, "il problema dei grandi è che sono ancora bambini"... ci sono gli episodi reggae che non dispiacciono, come  Insostituibile (feat. Andrea Nardinocchi) e soprattutto Levante - Alfonso con inserti jungle, ci sono Morgan e Caparezza a garan...

Julie's Haircut - Ashram Equinox

I Julie's Haircut tornano "spaziando e spiazzando" con questo "Ashram Equinox", album interamente strumentale, dove il fascino oscuro che emanava il precedente ep, si tramuta felicemente in un più articolato mantra, atto a congiungere gli opposti o a percepirne le differenze in una nuova realtà "altra"... Lato A è uguale a Oriente, coi suoni che ne convengono opportunamente ripensati dalla band si intende, così come le suggestioni, i profumi emanati, nelle prime 4 tracce del lotto, che in un non scontro, in un tentativo di unione si amalgamano al Lato B, rappresentato dall'Occidente, più spigoloso e austero, a tratti meccanico, ripetitivo, che equivale per incanto al mantra tipicamente orientale. Ne esce fuori un album non facile, che ha bisogno di ripetuti ascolti, per essere apprezzato come si deve, per capire, il viaggio sonoro che la band ha intrapreso dove bisogna sgomberare la mente e lasciarsi trasportare, tra le ripetizioni, gli scambi,...