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La Mafia uccide solo d'estate di Pif (Pierfrancesco Diliberto)

"Ma quale mafia... era bravo, ma gli piacevano assai i fimmini” (riferito al giornalista Mario Francese ucciso dalla mafia il 26 gennaio del 1979) “ Ho girato senza pagare il pizzo”. E' una frase semplice che in realtà racchiude tutto il significato ironico, drammatico, pungente, dolce, tragico, emblematico, che sta dietro a “La Mafia uccide solo d'estate”... parole pronunciate dal suo regista, Pif, alias Pierfrancesco Diliberto, che ha sfornato non, sia ben chiaro, l'ennesimo film di e sulla mafia, ma una fotografia della Palermo anni '70-'90, senza retoriche e senza clichè, di una mentalità diffusa nella culla di Cosa Nostra e che ne ha dato non poco adito, un punto di vista inedito ed ingenuo, quello di un bambino che guarda il mondo con stupore, gioia e paura e che spesso ingurgita quello che i genitori e l'ambiente circostante gli inculcano... i mafiosi visti non come eroi ma come dei beceri ignoranti molto, molto ridicoli, prova ne è, ad esem...

Sleepy Hollow

Il 19 novembre scorso, su Fox Italia, è arrivata la “season premiere” di maggior successo nell'autunno appena trascorso, negli Stati Uniti: “Sleepy Hollow”. Il telefilm, insieme a “The Blacklist” della NBC e “Agents of S.H.I.E.L.D” della ABC, sono le poche novità con il più alto indice di ascolto di questo fine 2013. Calcolando che molti altri telefilm sono partiti male ed alcuni già addirittura cancellati dopo pochi episodi mandati in onda, possiamo dire che queste sono davvero delle “rarità”. Se non fosse che, almeno in questo primo caso, c’è poco da definire “Sleepy Hollow” una perla rara. Parliamo intanto dell’ennesima trasposizione televisiva da quella cartacea. Infatti la serie in questione prende spunto dal racconto “La leggenda di Sleepy Hollow” di Washington Irving, da cui era già stato creato il film capolavoro del 1999 di Tim Burton: “Il mistero di Sleepy Hollow”. Ma a differenza di “Dexter”, ad esempio, di cui abbiamo parlato pochi giorni fa, il rifacimento non è d...

Ligabue - Mondovisione

Dodici brani e due brevi strumentali compongono il ritorno di Ligabue, “Mondovisione”, che restituisce al pubblico il rocker di Correggio in piena forma, ispirato e convincente, sia nei testi che nelle soluzioni strumentali adottate per cercare di ravvivare la materia, che ovviamente non cambia, fra i pezzi più spinti e le classiche ballad, con una sezione ritmica sempre potente e le chitarre elettriche affilate al punto giusto. Forse sarà la rabbia, la lotta, la determinazione, che ha portato il Liga a dare vita a questo lavoro, curato dal suo musicista Luciano Luisi, per infondere forza e positività ai suoi fan, che in fin dei conti sono ragazzi, figli di un'Italia che non li merita ma comunque giovani che non devono perdere la speranza. Personalmente avremmo preferito magari una voce più in linea coi volumi degli strumenti e un sound meno pomposo, ma Ligabue (insieme a Vasco) è il rock fm in Italia ed è naturale che suoni così, poco male perché Mondovisione è coeso e compat...

Paul William Walker (Glendale, 12 settembre 1973 - Santa Clarita, 30 novembre 2013)

Brian: "Non mi puoi battere se segui le regole!" Dominic: "Ah! Perché? Ci sono delle regole!?"

m.c.n. - “u cirivieddu che è cchinu r'acqua?!”

m.c.n. ovvero "minchia cacata niente", che sta a significare, "Potresti gentilmente evitare di fracassarmi i cosiddetti?", scherzi e traduzioni a parte, la nuova creatura del genio folle di Carmelo Pipitone, chitarrista dei Marta sui Tubi, qui nelle vesti di cantante, in compagnia di Davide Paolini, Roby Vitari e Giacomo Maria Carpa, “u cirivieddu che è cchinu r'acqua?!” è un'opera prima per certi versi "avanguardista" dai toni rigorosamente "esasperati" che prende in giro schemi e stilemi, su un solido impianto heavy metal, hardcore, rigorosamente post, con tutta l’irriverenza “nichilista” punk, senza lanciare messaggi di sorta, non inneggia a nessun “No Future”, è semplicemente uno schiaffo “goliardico” e “nonsense” agli stereotipi, musicali in primis, che vengono di volta in volta opportunamente stravolti, per “U benjo”ad esempio si potrebbe parlare di grunge noise: “chi cazzo ci riri cretino unne chi uno ava a fare country pi sun...

Don Jon di Joseph Gordon-Levitt

"Nella merda che guardo io nessuno finge - Certo che fingono!!!" Da una prigione d’orata all’altra, da imposizioni “indotte” ad altre, da una felicità apparente a un’altra e soprattutto da una dipendenza all’altra, Joseph Gordon Levitt passa con stile narrativo e filmico per finire col rifiutare il sistema, rappresentato dal più classico degli happy end, citato anche in un film "finto" al cinema con Channing Tatum e Anne Hathaway nella prima mezz’ora. L’istituzione, sublimata dalla famiglia, in Don Jon, viene attaccata in ogni suo punto e ben resa, attraverso dettagli e inquadrature rappresentative, personaggi di contorno interessanti(gli stereotipi dei genitori, lui violento, lei oca giuliva, la sorella che per tutta la durata del film è intenta a guardare il telefonino, gli amici che sembrano uscire dalla più banale delle commedie americane) e regia mirata, fanno si che emerga al meglio il messaggio che il nostro alla sua prima prova dietro la mdp vuole ...

Hobocombo – Moondog Mask

Gli Hobocombo più che un gruppo potremmo definirlo un progetto con un marchio mica da poco (Trovarobato), così come il loro “Moondog Mask” – ispirato al controverso artista Thomas L. Hardin alias Moondog, il “vichingo” musicista e poeta – più che un semplice disco è proprio un concept album. Sul fatto che Andrea Belfi (voce e batteria), Rocco Marchi dei Mariposa (chitarra, synth e voce) e Francesca Baccolini (contrabbasso e voce) abbiano compiuto un percorso che è culminato in questo ottimo lavoro e di difficile composizione, non c’è nessun dubbio. Certo, non è di facile ascolto anche se le musiche sono trascinanti in sé. La fortuna di questo album è sicuramente la molteplicità di suoni, a volte dissonanti ma ben calibrati, che sono frutto di tanti strumenti musicali (Boogaloops, Bull fiddle, Dayereh, fisarmonica, Eko Tiger, Elka ek44, Glockenspiel, Nord modular, synth, Shakers, Trimba, Xilofono), alcuni dei quali creati proprio dall’avanguardista di strada, che donano al disco u...