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Ultimo attuale corpo sonoro - Io ricordo con rabbia

Massimo Volume  e CSI, mischiati “con rabbia” e soprattutto urgenza... più che espressiva, sociale o politica, nel senso nobile del termine, “etica” e verità... fatti... è inevitabile quindi in un calderone del genere che in queste tracce, Dio e il Diavolo, il bene e il male, mai così simili, vengano tirati in ballo continuamente, sfidati, fatti confluire a più livelli,  si tratti di mera cronaca, riflessioni personali ed esistenziali, rapporti amorosi... l’eterna lotta è l’assoluta protagonista e viene sviscerata musicalmente in maniera del tutto efficace, in un sound tipicamente post- rock, incisivo, aggressivo, potente, a tratti collerico ma sempre trascinante... un vero e proprio muro del suono insomma, sul quale le parole vengono di volta in volta scagliate con pura “rabbia”, indignazione, violenza, ma anche con punte di nostalgia e malinconia che servono a variare il registro stilistico che mantiene per tutte le tracce un’aurea solenne ed epica. Prima di passare in ras...

Il giorno in più di Massimo Venier

... 4 giorni per...  e come se... che “sulla carta è la storia d’amore più bella di tutti i tempi...” parafrasando un titolo di qualche anno fa, “Vero come la finzione”... del resto “se tu fai finta non è per 25 dollari, è vero cumpa?” Fabio Volo porta sullo schermo uno dei suoi successi letterari, con la regia di Massimo Venier, dimostrando ancora una volta come sia preferibile come attore (benchè vesta i soliti panni sommessi e malinconici) che come scrittore,  visto che è la sceneggiatura, che gioca coi “deus ex machina” e l’inverosimiglianza, specie nella parte finale, a stonare pesantemente, in un film che ha un ritmo lento e ponderato nelle inquadrature e risulta piacevole in certi snodi, ma che paga inesorabilmente quanto detto in precedenza. Fiction insomma e grandi verità sentimentali , "qualunquiste" per così dire, distillate in pillole di saggezza presunta... un libro di Fabio Volo, al cinema, per intenderci; che ha una parte iniziale scorrevole seppur a trat...

C'eravamo abbastanza amati - Le Luci della Centrale Elettrica

Premettendo che non recensiamo solitamente dischi di cover o di live a priori, ci tocca fare un’eccezione per Vasco Brondi da Ferrara, perchè se il nostro continuerà sulle sperimentazioni apportate in queste tracce, il terzo effettivo lavoro che uscirà dalla Centrale Elettrica, gli farà fare il definitivo salto di qualità. Non bastasse la semi investitura del principe De Gregori qualche mese addietro e gli attestati di stima che gli piovono da più parti, ebbene si, è inutile girarci attorno, il secondo album aveva si confermato il suo grande talento ma anche ribadito che alla lunga... in certi casi, repetita non giova di certo... ben vengano allora ep come questo, dove Vasco e con lui il suo pubblico possano prendere dimestichezza e coscienza di un nuovo corso, che deve necessariamente arrivare. In primis per la parte musicale, che qui troviamo ricca, piena e che concorre a nuove soluzioni, che fa immaginare future derive sonore e ci lascia ben speranzosi... ascoltando soprattutto la...

Midnight in Paris di Woody Allen

“Ma perchè tutte le città devono essere piovose, cosa c’è di tanto meraviglioso nel bagnarsi”... dopo 3 minuti di cartoline promozionali e dodici minuti per definire i personaggi, Woody Allen non perde altro tempo e trasporta lo spettatore per altri 70 minuti nel suo sogno leggero e surreale dove alla fine “ognuno ha evidentemente la sua epoca d’oro” proprio a causa del presente in cui vive. L’arte o meglio l’aspirare ad essa, in tutte le sue forme, a un valore assoluto che si rifletta anche nella vita di ognuno e alla propria realizzazione personale, l’arte, intesa come mezzo necessario per migliorarsi, per capire noi stessi e andare oltre i nostri stessi limiti, paure... oltre il tempo stesso e i nostri sogni persino, che ci ancorano da sempre, del resto: “è perfetto che io e tuo padre dissentiamo è questa la democrazia”, o ancora “tu prendi sempre le parti della servitù ecco perchè papà dice che sei comunista” e per finire, “sono geloso e mi fido troppo... tu puoi fregare me ma no...

Fiorello e il ritorno vincente al varietà classico

Come avevamo già annunciato in queste pagine, veniamo a parlare di Fiorello e del suo ritorno al varietà classico, perchè, per i pochi che non se ne fossero accorti, di questo si è trattato... e lo share e le poche critiche, che riguardassero il ritmo o certe caratterizzazioni, nulla hanno a prescindere da questo teorema, ovvero, Fiorello e il suo show hanno per così dire aggiornato e reinterpretato, la prima, seconda o che dir si voglia, repubblica televisiva, per capirci, niente di nuovo sotto il sole, ma fatto con garbo, come si addice a uno show di rai uno, anche se di lunedì, tanto per dare una mazzata all’ennesimo e inutile grande fratello, (fanno tenerezza quasi gli elogi pseudo sociologi della prima edizione), gli ingredienti proposti, hanno le stigmate del sabato sera classico, quello dei grandi one man show(ovviamente con la presenza di grandi ospiti), per parlare di televisione più o meno moderna, che riportano a Panariello, a Fiorello stesso o ai cantanti prestati al gran...

Intervista a Umberto Palazzo

Non crediamo servano parole per presentarvi Umberto Palazzo e l’arte e il cuore che questo uomo ha messo nella sua opera in vent’anni di carriera, che ha toccato spesso vertici assoluti, ultima ennesima conferma lo splendido “Canzoni della notte e della controra”, suo primo lavoro solista. A voi, con immenso piacere: Partiamo per così dire dalla fine, pre-rock, contaminazioni, solitudine, allucinazioni, sole accecante, notte profondissima, scheletri, fantasmi... la necessità quasi fisica che si avverte di ridurre il suono a un impatto originario... sappiamo che hai già detto e si è scritto molto su questo album... ultime parole/dichiarazioni e “ovviamente” progetti per il futuro, date live comprese, magari appunto proprio alla controra (un'idea malsana per carità però)? Durante la controra c’è silenzio e in lontananza i flauti e i tamburelli della processione del dio Pan, niente concerti a quell’ora, per non disturbare gli amanti e il sonno di chi sogna. Dall’aperitivo in poi t...

Intervista ai Rifkin Kazan

Lorenzo "Bana" Soldani(batteria) Giacomo Manzini(basso elettrico) Matteo Borghi(chitarra) Pasquale Evarista(tastiere) Francesco Giovanetti(chitarra,voce) Enrico Calanca (fonico, sound Engineer) Sono i Rifkin Kazan, che hanno rilesciato quest'anno l'ottimo “Bulgarian Nirvana Marasma”, noi per farveli conoscere meglio abbiamo realizzato questa interessante intervista con L orenzo Bana Soldani : Un pastiche di suoni davvero geniale, dentro ci si può trovare davvero di tutto, a noi sono venuti in mente tra gli altri, i Gogol Bordello, Le Loup Garou, Goran Bregovic, i CCCP, persino elementi crossover o addirittura progressive, specie in certi passaggi di batteria o in alcuni riff di chitarra, partiamo dai doverosi complimenti, per sapere come nasce e cresce un gruppo del genere a “Casa Ligabue”, perdonateci l’ardito riferimento... partendo dalla scelta del nome Perdonando ovviamente l'ardito riferimento, partiamo dal fondamentale presupposto che Correggio è ...