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Ivan Segreto - Resoconto Live - Palermo Teatro Dante 13 aprile 2012

Dopo 3 anni di assenza da Palermo (ad un certo punto del concerto si sentirà la voce di una donna urlare: “Ci sei mancato!!!”),  Ivan Segreto torna a far sentire la sua voce e la sua musica al teatro Dante. Parte proprio da qui infatti il Chiaro Tuor 2012. Il palco è allestito in perfetto tema con la musica che si andrà ad ascoltare, delle sfere lo ricoprono, quasi a voler simboleggiare le costellazioni e alle spalle un telo proietterà delle forme e dei colori che sembrano anch’esse risuonare in unione con le note.  Sono le 21:30 quando, un po’ in sordina, quasi non ce ne accorgiamo, Ivan si presenta sul palco. Da solo. In piedi. Prima in silenzio e poi partirà un suono in crescendo che ci porterà al primo brano che ascolteremo: “Euforica”. Per tutta la serata si alternerà tra il pianoforte e uno strumento che gli consentirà la miglior resa possibile sugli effetti elettronici che accompagnano l’ultimo suo cd: Chiaro!  Inizia con quattro brani consecutivi est...

Ghost Dance - The Mantra above the spotless melt moon - Recensione e Intervista

Premettiamo che questa non è una vera e propria recensione ma non è neanche un'intervista,  è una via di mezzo, tra Napoli e Juventus, birre di importazione e bicchieri adatti, tra aneliti di Cocteau Twins, l'attaccare lo spazio dei Mercury Rev, il cuore e la sperimentazione dei Radiohead, l'etereo di Jeff Buckley, Bjork senza orpelli e manierismi, ma gli Estasia piuttosto? E con gli A Toy's Orchestra, niente da dichiarare? Evocati da noi... e Billie Holiday, i Pink Floyd, i Massive Attack, i Portishead tra le risposte, amore a parte per Tom York e soci si intende.... non senza farmi notare che certi accostamenti letti qua e la, tipo Anna Calvi...  con tutto il rispetto ma noi non l'abbiamo mai ascoltata...  - "Noi ascoltiamo musica a 360 gradi e senza preconcetti, quando siamo stati in America, trovarsi tra i quartieri simbolo di certe storie tipicamente rap, per farti un esempio è stato come a dire, un concetto chiarificatore... è vita vissuta in vers...

Pollo alle Prugne di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud

Una fiaba "vitale" sull'esistenza, nonostante le apparenze, che procede a rigor di metafora, regalando "magia" allo spettatore, specie al più ingenuo... nel senso nobile del termine, perchè sono appunto gli occhi nuovi del bambino " tutto meraviglia" o del sognatore più incallito che ci vogliono per gustare al meglio questo "Capolavoro", a firma Marjane Satrapi e  Vincent Paronnaud . Una macchina narrativa e attoriale (gli eccellenti Mathieu Amalric, Edouard Baer, Maria de Medeiros, Golshifteh Farahani, Eric Caravaca...) tanto perfetta quanto umana... nel restituire calore, emozione e piacere della visione, per quello che è alla fine razionalizzando (tralasciando i temi più probanti di "Persepolis" che restano tuttavia evidenti ma presenti nel sottofondo "anima del film"), un sentito e caloroso omaggio alla storia del cinema, tra citazioni e generi passati in rassegna, sempre con infinito gusto e stile, assolutament...

Piccole bugie tra amici di Guillaume Canet

Ovvero "Il Grande Freddo alla francese", che ha il suo limite nella forse eccessiva durata e nella trama non troppo originale, ma che mette insieme un mix narrativo intenso e godibile, dove comicità e riflessione vanno di pari passo, procedendo sempre con garbo e classe, senza mai eccedere o calcare troppo la mano, pur nelle isterie dei personaggi e pregio maggiore senza annoiare e senza fasi di stanca, nonostante come dicevamo, le due ore e mezza di visione... dove magari qualche passaggio poteva tranquillamente essere risparmiato, avrebbe portato a una coesione maggiore e ne avrebbe guadagnato in scorrevolezza. Guillaume Canet dirige una grande squadra attoriale, con tra gli altri François Cluzet, Marion Cotillard, Benoît Magimel, Gilles Lellouche, Laurent Lafitte, diligentemente al servizio della sceneggiatura dello stesso regista,  tratteggiando i personaggi con maestria, tant'è che bastano pochi passaggi per metterli a fuoco, un'umanità varia ed eventuale,...

I più grandi di tutti di Carlo Virzì

Un soggetto di Andrea Agnello e Francesco Lagi, curioso e intrigante, fresco, che purtroppo non viene adeguatamente sviluppato, dalla sceneggiatura dello stesso regista, che resta per così dire in superficie, non approfondendo più di tanto le psicologie dei personaggi, le singole storie, relegando a pochi flashback il tutto. Ne viene fuori un bozzetto simpatico che si lascia sicuramente vedere, ma che appunto rimane lì, non affondando il colpo come ci si aspetterebbe. Un film gradevole dunque ma abbastanza prescindibile,  troppo legato al di là di tutto, alle atmosfere dei film del fratello, (cosa da cui si è tenuto lontano lo stesso Silvio Muccino) per non parlare  degli attori... dove per un Marco Cocci che fa sempre la stessa parte ed ha francamente stancato, si segnala un grande Corrado Fortuna e l’ottima interpretazione di Frankie NRG. Riuscita la fotografia di Ferran Paredes, immersa in chiaro scuri suggestivi che restituiscono al meglio il modus del film.

Conquiste - Cosmetic

Poliedrici nel nobile mondo dell’indie rock, i Cosmetic, giunti alle soglie del terzo album, quello della cosiddetta maturità, che uscirà il 13 aprile  per la Tempesta Dischi, rilasciano una prova più che convincente, specie per quanto riguarda l’aspetto musicale dei brani, veramente ben costruiti e meritevoli di più ascolti per essere apprezzati in toto. Quello che risalta da questo lavoro è per l’appunto il lavoro stesso che c’è dietro ogni brano, la cura certosina, la perfezione... del resto doveva essere il disco della maturità e così è, inevitabile... come inevitabile è altresì che la freschezza, l’originalità della proposta perdano un pò di quello spirito naif che li aveva caratterizzati agli esordi, acquisendo però compattezza, coesione, amalgama... insomma passaggio obbligato e guado abilmente attraversato. Per il resto c’è da sottolineare come i nostri si muovano a proprio agio nei confini come dicevamo all’inizio dell’indie rock, partendo in certi casi da formule...

E' necessario - Diego Mancino

Partiamo subito dal fatto che ci ritroviamo all'ascolto di uno che le canzoni le sa scrivere come si deve, aggiungiamoci poi quel suo tono di voce "particolare" e per certi versi intrigante, che fa un pò Manuel Agnelli edulcorato... ma tutte queste qualità non bastano evidentemente per rilasciare un buon album o forse siamo semplicemente noi che ci attendevamo di più... decisamente di più. Se testi e interpretazione vocale, vanno di pari passo, a stare indietro e di molto, è la parte musicale... relegata ad arrangiamenti monocorde e a soluzioni armoniche e melodiche che non rendono giustizia ai brani di per se, lasciandoli confinati in un appiattimento generale di base, che non rende le canzoni "parte del tutto", ma finisce con l'annoiare inevitabilmente... Inevitabilmente anche i testi si perdono così nel marasma generale  e vengono sopraffatti dalla mediocrità della proposta musicale... ora nell'arrangiamento, come dicevamo sempre uguale, se no...