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La vittoria stra annunciata di Giulia

Permetteteci una digressione, una decisa virata sulle altre amenità necessarie, stavolta di casa nostra, ovvero l'elezione a sindaco di Marsala di Giulia Adamo, pardon, di Giulia. Non vuol essere il nostro un articolo politico fra virgolette, ci mancherebbe, piuttosto un'analisi assolutamente pseudo seria dell'iconografia del personaggio in se. A rigor di metafora, come una vera rock star che torna live nei luoghi della sua infanzia, Giulia si è subito ad inizio concerto buttata tra la gente manco fosse Iggy Pop, continuando a cantare a squarciagola trasportata e incitata dalla folla e una volta risalita sul palco, stanca e quasi senza voce non ha lesinato i bis dei suoi grandi successi, ha lasciato che il pubblico cantasse con lei... ci sono gli ottantamila di San Siro e ci sono anche i ventimila di Marsala e chi se ne frega se alla fine il primo partito marsalese è quello rappresentato dagli astenuti,  del resto evidentemente l'Ombra lunga non era, passava ...

La teoria dei colori - Cesare Cremonini

Più asciutto e misurato del solito, specie nell’interpretazione vocale, Cremonini rilascia il suo lavoro sicuramente più maturo e coeso, che tralasciando qualche episodio poco memorabile, è da ascrivere a una sua crescita ormai definitivamente compiuta. Stiamo ben intesi parlando di pop e ci muoviamo in territori mainstream per eccellenza eppure la qualità di questo lavoro è francamente innegabile, una finestra sugli anni sessanta, col gusto tipicamente inglese, senza dimenticare la lezione italiana di quel periodo. Arrangiamenti di classe e quasi mai banali, aperture melodiche a tutto spiano, testi che visto il contesto, non dispiacciono di certo, Cremonini manda alle stampe il suo ennesimo tentativo di coniugare la canzone pop d’antonomasia (Beatles), con il primissimo cantautorato italiano, stavolta cercando finalmente di dare una misura al tutto e in primis al suo ego... ci riesce decisamente e per lunghi tratti e se un giorno decidesse di far convogliare nei testi, anel...

Mortepolitana - Io?Drama

Con Mortepolitana tornano gli Io?Drama, con un lavoro istintivo e necessario per una fotografia istantanea dei tempi moderni. Tre inediti più la cover di Samarcanda, per un sound pastoso ed energico, che ha nel violino di Vito Gatto la sua particolarità, che trasuda speranza nonostante la realtà dei fatti ed esorta a continuare a credere in un possibile cambiamento. Per far questo i nostri mischiano folk, rock, punk e pop a liriche disincantate e sincere e in più rileggono Samarcanda come meglio non si poteva. “L’amore ai tempi del precario”: ”oggi lascio il posto a una stagista dell’università” impianto folk di base, molto ricco strumentalmente, col violino in evidenza, che scandisce “il combat” finale, lucida e amara dissertazione sui nostri tempi: “ perchè quelli come noi non vinceranno mai e poi mai, perchè quelli come noi in fondo non hanno perso mai, amore mio lo sai che il mondo è piccolo  se piccolo lo vuoi...” “Il mio profilo”: “... è differente”, con pi...

Avvolte - L'essenziale è invisibile agli occhi

Grande album, questo gradito ritorno dei torinesi Avvolte,  poggiato su una struttura armonica eccezionale, ricca di soluzioni efficaci e arrangiamenti davvero pregevoli, mai banali, che donano al corpus un’omogeneità di fondo, granitica e sensuale, con le chitarre in bella mostra e una ritmica sempre incisiva, che si sposano mirabilmente con la voce  di Christian Torelli. Sembra poco, ma non lo è affatto perchè i brani non ristagnano su pedisseque forme o schemi triti e ritriti e pur non disdegnando la componente melodica, rivelano i più svariati aspetti col crescere degli ascolti, senza venire a noia. Un lavoro maturo, nel senso più positivo del termine, ovvero quando tutto è messo a fuoco nel miglior modo possibile, che è figlio della seconda metà degli anni novanta, che i nostri aggiornano rifinendo e avvolgendo, depurando i suoni in un certo qual modo, per far confluire l’ascoltatore in una spirale di sensazioni su cui perdersi è d’obbligo, per quanto sia natural...

Robin Gibb - I was a Romeo

Robin Hugh Gibb (Douglas, 22 dicembre 1949 – Londra, 20 maggio 2012) I steal the night away  drivin' my life away dancin'  I was a Romeo  I knew the art of romancin'.  I was just one of the guys and I thought I had it made.  I needed someone to show me  how to love.  Juliet  oh Juliet  the night was magic when we first met.  Juliet  oh Juliet  you know you taught me to fly.  You take me clear to the sky  and all the people around the world can  Stand aside  for me and my baby - Juliet.  Fighting with destiny  fortune and fame but kept losin'.  Playin' a joker's game  only myself I was foolin'.  I was an average guy in a world of empty dreams.  You've broken down all the walls  with your love.  Juliet  oh Juliet  this guy's in love with you don't forget.  Juliet  oh Juliet  ...

Tutti i nostri desideri di Philippe Lioret

La forza del pudore, il procedere per sottrazione, la coesione narrativa dove melò e dramma senza scomporsi di fronte a temi così delicati (lo strozzinaggio legalizzato dei nuovi tempi e la malattia ineluttabile) si sposano amabilmente senza calcare la mano, mantenendo una dignità regale, che è forza emotiva ottimamente espressa in immagini e silenzi, sguardi e mezze parole, che sono taciti accordi e quieto vivere possibile, che vanno a comporre un quadro unitario che procede con gusto e garbo narrativo riuscendo a mantenere un'intensità propriamente filmica. Philippe Lioret, grazie anche alle magistrali interpretazioni di Vincent Lindon, una spanna su tutti, Amandine Dewasmes, Marie Gillain, Yannick Renier, riesce ancora una volta nel suo intento e rilascia un'opera sobria, asciutta e assolutamente compiuta, come è la sua regia del resto, funzionale alla messa in scena, dove non sono di certe le emozioni a mancare.  Nonostante le sue due ore piene di durata il film...

Amor Fou - 100 giorni da oggi

Pretenziosi e ammiccanti come non mai, o semplicemente "pop" gli Amor Fou con questo terzo capitolo della loro discografia finiscono col rilasciare una raccolta di canzoni che possono piacere prese singolarmente, a chiunque, davvero, tanti sono i riferimenti che innestano su "la canzone pop" che fa da spirito guida, tanto i brani sono furbi fra virgolette (orecchiabili, a rapida presa, ammalianti)... ma anche no, per altri versi, perchè purtroppo, nonostante il talento del gruppo, non sempre i nostri riescono nel loro intento e il disco nel suo insieme non è di certo il massimo della coesione.  Quello che in primis non convince al di là delle singole canzoni,che ribadiamo prese singolarmente, sono per la maggior parte potenziali singoli, è che i nostri sembrano mettere in qualche modo in secondo piano arrangiamenti e parti strumentali, le canzoni sembrano quasi costrette nella loro struttura di pop song e soprattutto c'è un mixaggio, in alcuni brani in ...