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Paris - Manhattan di Sophie Lellouche

Un bozzetto/omaggio niente di più, dove la scelta di incentrare il lavoro sul montaggio serrato o ancor più sui raccordi narrativi dati per buoni creando un alone di mistero, può persino risultare originale ma con l'andare dei minuti finisce col perdere aderenza alla storia, che viene fatta a brandelli e seppur interessante possa apparire il discorso sulla middle class, sui suoi segreti, la fascinazione finisce presto e tutto viene ricondotto a quanto detto ad apertura articolo. L'omaggio a Allen è scolastico e didascalico, se non surreale nella Toglioni che invece dei farmaci prescrive i film del nostro e parla col suo poster, paradossalmente sarebbe la cosa più originale ma il film non si spinge oltre ed è esso stesso a rifiutare l'elemento surreale alla fine per adagiarsi sulla commedia alla Allen per l'appunto, senza però alcuna vis nei dialoghi, errore madornale, perchè se vuoi impostare un film del genere, i dialoghi devono essere davvero il non plus ultra, ...

Resoconto Live Marta sui Tubi - "La notte delle coincidenze"- Tpo Bologna 10/11/2012

P artiamo dalla fine, da Lorenzo Bedini che entra in scena con un bottiglione di Ferrari e innaffia tutti mentre esplodono i coriandoli, immagine nitida di una festa vera e propria e in grande stile, (del resto 10 anni di carriera a questi livelli poi, vanno debitamente festeggiati) con la quale i Marta sui Tubi salutano il proprio pubblico e danno appuntamento alla primavera del prossimo anno quando dovrebbe uscire il nuovo lavoro, del resto "Non vi libererete di noi" proclama Giovanni Gulino.  Scorrendo a ritroso il nastro della serata è impossibile tralasciare i duetti con Cristiano Godano per Nuotando nell'aria e L'abbandono (l'ennesimo ospite "numero uno" che omaggia la band siciliana) o il commovente ed emozionante nonchè doveroso tributo a Lucio Dalla ("una coincidenza che non sia qui con noi"). Fino ad arrivare all'apertura del Disordine delle cose, coadiuvati da Mattia Boschi e Carmelo Pipitone in un paio di pez...

Vicini del Terzo Tipo di Akiva Schaffer

Prendete "la morale" dei primi film di fantascienza e qualche citazione che non guasta, metteteci un attore mattatore che da sempre sforna una comicità di sottrazione ed è abituato a fare squadra... metteteci un'ottima squadra, Vince Vaughn, Jonah Hill, Richard Ayoade, Rosemarie DeWitt, una sceneggiatura funzionale che non abbia grilli per la testa ed avrete un prodotto filmico generalista per antonomasia. Vicini del terzo tipo è tutto questo, in estrema sintesi si intende e ha il dono di poter piacere a tutti. Ha infatti quel non so che di b movie di genere che non dispiace, anzi gli dona un'aura cinematografica, ha una comicità scorretta improntata principalmente sui dialoghi che è la sua forza e per giunta udite udite ha pure un messaggio "sottinteso"... cosa pretendere di più da un prodotto di massa? "Il diverso" o "L'alieno" che dir si voglia sono l'epicentro, i vizi nascosti della società borghese, i segreti della mid...

Argo di Ben Affleck

"Argo... Vaffanculo" o meglio "se rendi la cosa del film credibile ti portiamo dal direttore, non fare cazzate il paese ti guarda anche se non lo sa", alla sua terza prova dietro la mdp Ben Affleck fa un notevole salto di qualità, mischiando un incipit fra graphic novel e documentario storico, con tanto di montaggio alternato convulso, che verrà mantenuto come base filmica nel corso della narrazione, raccontando in maniera convincente "quei giorni", per una parte centrale più leggera tra virgolette, con accenni quasi da commedia brillante qua e la , che fa da raccordo per l'affondo "sul dramma" della terza e ultima parte. Solido, a dir poco un macigno, non per questo poco interessante, procede con un pathos intenso e coeso, rigorosamente per sottrazione (ed è questa forse la parte debole del film che manca di coinvolgimento diretto con chi guarda), portando avanti la grande metafora dalla guerra e della guerra al sogno americano, dagli a...

Parallel Worlds - 2 a.m.

Con le idee chiare e un forte spirito di coesione (a tal proposito una perfetta tracklist, fatta secondo tutti i crismi), innamorati di un certo sound inglese che ha fatto la storia della musica moderna, i marchigiani 2 a.m. tornano con questo secondo ep che vede la produzione "curata" di Mattia Coletti e  convincono, aggiornando la materia che approcciano con la giusta leggerezza, dosando il tutto sapientemente, senza sbavature o cadute di tono, una mezz'oretta insomma per ripresentarsi al grande pubblico col piglio sicuro di chi ha dalla sua parte il talento. Di contro ma ampiamente giustificabile, i nostri avrebbero potuto osare maggiormente, "di già", visto la padronanza dei mezzi e uscire per così dire dai loro "schemi perfetti" e deflagrare "sonicamente" con garbo si intende, in certi casi, magari nelle tracce che aprono e chiudono il disco dove "il rumorismo psichedelico" rimane di contorno ad abbellire il quadro cura...

Red Lights di Rodrigo Cortés

"Essere o sembrare di essere questo è il problema, cerchiamo tutti di sembrare quello che non siamo" Fede e ragione che si scontrano sul ring, "senza sfiorarsi", toccando temi sociali e civili per altro importanti, dall'eutanasia allo sfruttamento delle speranze della gente, "toccando appunto e accarezzando forse", resi francamente in malo modo, quanto meno confusionario, non sviluppando un tema vero e proprio ma assemblando sotto testi, il tutto sublimato da un finale che scade nel ridicolo involontario e non c'è di peggio, per un film del genere, che vuole essere "di genere", mirando troppo in alto e che è tutto giocato sulla tensione narrativa... che non ce la fa ed è forse questo il limite più grande, manca in primis il coinvolgimento, il trasporto, il ritmo e la curiosità per quanto riguarda la storia o il semplice parteggiare per i protagonisti... il vuoto. Se il thriller cercato arranca è però anche perchè la sceneggiatura f...

Casus Belli - Fabri Fibra

"Lost in business" Fabri Fibra fa venire l'acquolina in bocca con le tracce contenute e regalate anzi meglio "scarica gratis e vaffanculo" in  questo Casus Belli, che anticipa Guerra e Pace, Febbraio 2013, Universal, come tiene lui stesso a precisare, stessa più o meno operazione fatta con Quorum a precedere Controcultura, della serie "se ti è piaciuto l'ep figuriamoci il disco" ma e c'è un ma, ed è rappresentato dalla libertà che il nostro mette solitamente in questi diciamo così antipasti... dove per quanto ci riguarda in alcuni casi supera addirittura "l'ufficialità". Mettiamola così, un Fabri Fibra meno prodotto (nonostante la mole di nomi chiamati a farlo) tra virgolette a noi piace e non poco, perchè ritroviamo in un certo qual modo quello degli esordi, specie dal punto di vista musicale, dove le "furberie" sono ridotte al minimo, guarda caso in Come Totti e Il mio amico Arnold compare Michele Canova alla copr...