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L'Ultima Thule di Francesco Guccini

Sempre uguale a se stesso Francesco Guccini (quasi come a volevasi dimostrare "abito sempre qui da me in questa stessa strada che non sai mai che c'è")che ha "ancora la forza" è evidente ma non poteva cambiare ovviamente di certo per quello che oggi è e sarà il suo ultimo album. E' quasi con tristezza infatti che si ascoltano queste tracce, ma come dice lui stesso:"se ci ho messo otto anni a fare un altro album"... tocca rassegnarsi. Sarà "L'ultima volta" non ci sono dubbi insomma che si potrà godere dell'artigiano Guccini... "Io non artista solo piccolo baccelliere" diceva anni fa in "Addio", lo ripete oggi... appunto in "Artisti":"Io semplice essere umano sono solo un umile artigiano"... ma a fabbricare "sedie e canzoni" di tale fattura sono davvero in pochissimi, "Caro il mio Francesco", come direbbe Ligabue... a ribadire che in queste "otto tracce" come...

Le Belle Cose - Sikitikis

Tornano i Sikitikis con 10 brani (più uno) che sono potenzialmente tutti singoli, che divertono in primis, che ammiccano il giusto, in uno strano mix di vecchio e nuovo, una rielaborazione che piace, con testi mai banali e spesso ficcanti, un tono naif e vintage che non può che risultare confidenziale e rassicurante nel suo far scoccare sinapsi ardite. I nostri dalle note stampa ad esempio segnalano strani incroci tra Bennato e Beck, Celentano e i Gorillaz... noi abbiamo fatto "un pò di confusione creativa" evidentemente, se nella rassegna consueta brano per brano ci troviamo anche i Ricchi e Poveri o Alberto Camerini ma persino i Radiohead"...  per sostanzialmente, evitando "generalizzazioni di massa" un lavoro "che lavora" di sottrazione, nel senso che il tutto mira a una forma scevra di orpelli come abitudine consueta del gruppo del resto, che arriva sempre al nocciolo, sia compositivo che testuale senza ricamarci troppo... senza sovrastruttur...

Intervista con Edoardo De Angelis

I brividi con “La casa di Hilde”, l'emozione de “Il coraggio delle parole” e poi ancora con “Sulla rotta di Cristoforo Colombo”, “Waterloo” e con la storica “Lella”, il cantautore romano Edoardo De Angelis, non si è risparmiato in musica e parole davanti al pubblico del Baluardo Velasco di Marsala.  Per ben due serate intense scandite dalla voce profonda di uno che di storie da raccontare ne ha parecchie. De Angelis non si è neanche risparmiato nel deliziare la platea con aneddoti anche divertenti sulla nascita delle canzoni, da ottimo intrattenitore.  La cura delle parole che usa, sono li a trasudare amore per un mestiere che lo vede sulla strada (parafrasando l'ultimo De Gregori)da 40 anni: "Uno dei padri della canzone italiana" e fino a quando mi presentano così dice... il fatto che a momenti potrei essere il nonno". Dalla gavetta al Folkstudio alle tante collaborazioni, De Angelis ha sfornato ben 18 dischi, l'ultimo dei quali “Sale d...

Intervista con Francesco Baccini

Francesco, qualche anno fa, dopo la partecipazione ad un noto reality, la tv, i mass media, i critici musicali ti snobbavano per così dire, San Remo non ti dava spazio, nonostante continuassi a scrivere brani di ottima qualità. Poi pian piano hai avuto una sorta di rinascita, una seconda vita artistica, iniziata con alcune collaborazioni e con la menzione speciale al premio Lunezia 2007. Cosa è accaduto in questi anni? Sicuramente non avrei dovuto partecipare a music farm... ma sono un istintivo, penso all'americana cioe' se uno ha talento,ha talento anche se suona ad un compleanno... l'Italia e' il paese dell'immagine, e del bon ton..... del fare i fighi, e tirarsela... e spesso si giudica in base alle scelte d'immagine piuttosto che ai contenuti... Per anni ho fatto album a mio avviso sempre di una certa qualita' ma son stati praticamente snobbati... poi c'e' stata una parentesi cinematografica "Zoe" e "Nerofuori...

Il peggior Natale della mia vita di Alessandro Genovesi

Rispetto al primo capitolo, questo secondo parto non risente dell'effetto televisivo e della riduzione a sketch scanditi "dai giorni della settimana" a dare una coesione sottilissima, che erano il difetto originario, ovvero quello di non aver saputo superare la provenienza del format. Qui invece si riesce nell'intento allungando i tempi delle gag e inserendole in un contesto più filmico, grazie a una sceneggiatura più costruita (scritta dallo stesso regista e De Luigi) che riesce a essere unitaria grazie all'impianto chiuso dato dal castello di Abatantuono meno dispersiva del precedente che contava anche l'ufficio di De Luigi e Siani e la presenza di Chiara Francini a portare scompiglio. C'è dunque più coesione e le gag sono anche migliori e più divertenti, grazie appunto ai tempi comici dilatati, quella di Abatantuono "morto" è la più riuscita, che risalta ancora di più in quanto fa si che il film parti letteralmente dopo un inizio a dire i...

Fiato di Goran Kuzminac

  Non parlate di rinascita quando leggerete questa recensione, quando ascolterete il suo disco, perché Goran Kuzminac ha continuato a sfornare album di indubbia qualità in tutti questi anni, dove per molti era sparito...semplicemente perchè non si vedeva in tv e come lui stesso ha più volte detto(anche a noi in una recente intervista), “Io ci sono stato sempre, siete voi che non c’eravate”. E Goran è davvero mancato "mediaticamente" alla musica italiana ed è davvero un peccato perché è un grandissimo musicista che, con la sua particolare tecnica chitarristica, il finger-picking, sembra che a suonare sia un’intera orchestra… Detto questo,il nostro in questo disco dà il meglio di sé stesso. La prima cosa che colpisce subito ad un buon orecchio sono i suoni così puliti, così nitidi… e poi Goran ci mette dentro il blues, le ballate, le canzoni d’amore, il rock, il jazz, la dolcezza… l’album è come un fiume che scorre, come le acque del Danubio blu come i suoi occhi e dove ...

Sulla Strada di Francesco De Gregori

Il Principe è tornato... lunga vita al Principe... se Fossati e a quanto pare Guccini vogliono dire "addio" per sempre alle scene musicali, De Andrè è morto, Gaber ne fa dieci e compilation (con Gigi D'Alessio incluso) e Vasco Rossi non si sente tanto bene...(tralasciando l'ultimo Vasco si intende), ci auguriamo che il nostro continui a macinare km e suonare e a regalarci "perle" come in questo ultimo album... Dove non ci sono riempitivi, tutte le canzoni sono di ottima fattura e qualità e anche nei pezzi più "facili" la classe davvero non è acqua, il disco in se ha un suono "live", quasi grezzo, dove diretto e semplice fanno rima con purezza artistica... e la poesia è intatta e anzi rinnovata nella sua lucida analisi dell'Italia odierna, criptica e feroce come ai bei tempi, le metafore sono tante e assolutamente ben costruite e ficcanti, dannatamente incisive, un disco vecchio stampo insomma con soluzioni armoniche e arrangiam...