Passa ai contenuti principali

Post

Tutto tutto Niente niente di Giulio Manfredonia

La premiata ditta Albanese - Manfredonia ritorna attesissima dopo il successo dello scorso anno deludendo e non poco le aspettative, a cominciare dalla struttura scelta, ovvero la storia di tre personaggi alla maniera de La Fame e la Sete, fa perdere incisività e appiattisce tutti i personaggi non sviluppandoli a dovere. Personaggi tra cui il vero protagonista si rivela essere uno solo, stiamo parlando ovviamente di Cetto, questo doveva essere il suo secondo film, l'errore probabilmente sta tutto qui, bastava in caso si avesse paura di stancare o annoiare inserire gli altri come contorno e allora magari l'entrate di un Frengo o di un Rodolfo avrebbero anche divertito inserite a mò di gag estemporanee. Ma così non è stato e purtroppo il film rispetto al precedente non ha quel tocco naif, quel senso dell'assurdo, quel gusto per il grottesco, appunto perchè la frammentazione dell'opera in tre micro storie che si intrecciano non rende possibile una costruzione più a...

Il mondo libero dei Grenouille

Buon ritorno per i Grenouille a ben 4 anni di distanza dal disco d'esordio (non a caso i problemi con la precedente casa discografica sono ampiamente sviscerati dai nostri in due brani), l'impianto è il solito e soprattutto solido alternative rock, nudo e crudo, su cui i nostri innestano svariati elementi blues e punk, sfociano nell'hard, danno di funk e diversificano la loro proposta (è questa la novità) addentrandosi nei meandri pop con una certa convinzione. I testi sono incentrati "sull'uomo nel mondo libero" appunto, con tutte le sue implicazioni e sono diretti, sinceri e interessanti perchè non le mandano mai a dire. Gli arrangiamenti non dispiacciono e il gruppo ha decisamente un gran tiro e si adatta bene alle svariate soluzioni . Qua e la ovviamente c'è qualcosa da limare, non sempre l'alchimia riesce alla perfezione come nella titletrack tanto per dirne una, ma è "un secondo esordio" più che convincente al punto che ci a...

Resoconto Live e Intervista con Fausto Mesolella al Baluardo Velasco di Marsala

  Da Nino Rota a Mario Monicelli passando per Lucio Dalla, omaggi dunque al cinema e alla musica italiana sublimata con la sua versione di 'O Sole mio e ancora Tre colori scritta per Tricarico ma che lui voleva partecipasse allo Zecchino D'oro, "ci teneva così tanto che chiese a Caterina Caselli di intercedere e... il resto è storia" con tanto di curiosi retroscena per le polemiche suscitate e Na'stella (ispirata da una bella signora sulla cinquantina che vedeva fissare il mare ogni giorno sulla spiaggia d'inverno) per Gianmaria Testa che imita divertendo e divertendosi, entrambe cantate e suonate al piano in modo davvero magnifico. E poi... "solo/soli" emozioni e applausi, risate per gli aneddoti raccontati e brividi lungo la schiena per i "fiori" che sprigionano bellezza. Due serate insomma di grande musica al Baluardo Velasco di Marsala che non smette di proporre qualità, con un'artista davvero eccezionale e (questo lo sapevamo ...

Colpi di fulmine di Neri Parenti

Colpi di fulmine è a tutti gli effetti il primo film dell'era De Laurentis post cinepanettone, De Sica c'è ancora e rappresenta la fase transitoria del nuovo corso che vedrà negli anni a venire Luca e Paolo protagonisti. E parliamo di transizione anche per il primo episodio di questo film che si rifà alla struttura tipica del filone commedia anni 80, titoli come Testa o Croce, Culo e Camicia... perchè De Sica non ha una vera e propria spalla e in un certo qual modo appare spaesato o quasi (e finisce con l'affidarsi spesso a una recitazione sopra le righe), a dover interagire con il mimo muto Simone Barbato direttamente da Zelig e l'omaggio a Tina Pica di Arisa, la storia non decolla anche se è ben scritta per il genere,  in primis perchè si ride poco a dirla tutta, nella sequenza della prima celebrazione del nostro neo prete e... e basta, da segnalare il simpatico cameo di Vauro nelle parti di un prete che consola la vedova inconsolabile del paese e una citazione/s...

Intervista con Nicolas J. Roncea

  Dai Fuh passando per Io Monade Stanca agli album solisti senza dimenticare la sperimentazione teatrale, stai facendo una carriera/esperienza artistica più eterogenea possibile a partire dai generi suonati, raccontaci il tuo percorso e quanto/come sei cambiato nel corso degli anni  Da ragazzino ho sempre e solo ascoltato punk rock e grunge. Generi che più di altri influenzano la mia musica ancora oggi anche se sono orientato verso un altro mondo musicale. Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di incontrare musicisti e persone con culture musicali differenti che mi hanno contaminato e fatto scoprire cose nuove: con i Fuh ci siamo cimentati per anni nella creazione di canzoni dalla vena noise, con Io monade stanca invece, ci siamo dedicati alla sperimentazione e alla follia guidati dal math rock mentre da solo, ho seguito l'istinto e la dimensione che più si sposava ai miei testi, alla storia che racconto, era quella acustica. Lo spettacolo teatrale è stato presen...

Sanremo 2013: I nomi dei "Big" in gara

Elio e le storie tese, Marco Mengoni, Chiara Galiazzo, Annalisa Scarrone, Simona Molinari e Peter Cincotti, Modà, Almamegretta, Raphael Gualazzi, Maria Nazionale, Max Gazzè, Marta Sui Tubi, Malika Ayane, Daniele Silvestri, Simone Cristicchi. Sono i nomi tanto attesi dei partecipanti sanremesi e c'è da esserne pienamente soddisfatti, vista la qualità delle proposte ed anche il suggestivo mix proposto che accontenta davvero tutti, esclusi i nostalgici di Albano, Cutugno e soci si intende.  Un festival giovane e ricco, che non chiude affatto la porta ai talent come si pensava, che vede grandi ritorni da Elio a Silvestri e assolute novità tra le quali spicca la  partecipazione dei Marta sui Tubi... stavolta non c'è Anna Oxa che tenga. Al "giovane" Fazio i nostri complimenti.

Moonrise Kingdom Una Fuga D'Amore di Wes Anderson

"Ho sempre desiderato essere orfana... i miei personaggi preferiti lo sono, credo che abbiate vite più speciali... io ti amo ma tu non sai di cosa parli, ti amo anch'io" Miglior ritorno per Wes Anderson non poteva esserci, un film delizioso, poetico e sognante, lucido nella sua critica alla società americana e alle sue istituzioni, partendo dalle fondamenta, dalla famiglia borghese distrutta "Hai tradito la nostra famiglia bene era ciò che volevo", fino ad arrivare agli scout che sono veri e propri soldati "E lei si considera un caposcout dov'è la sua truppa figlio di puttana?" passando tra "servizi sociali vogliosi di elettro shock e avvocati, pantomima di loro stessi " per giungere alla tempesta risolutrice dove "la chiesa di San Jack è l'unico rifugio di salvezza". Il genio insomma non risparmia nessuno e si muove leggiadro tra gli opposti che tende a rappresentare con assoluta maestria, non cercando che si uniscan...