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Renzo Rubino - Poppins

Tanti anni fa in una vecchia recensione cartacea sul primo disco di Daniele Silvestri, c'era scritta questa frase a mò di conclusione: "Gioca a fare il fuoriclasse" intendendo l'autore senza voler sminuire affatto l'opera del "giovane Silvestri", rimarcare l'assoluta nonchalance nel quale lo stesso passava da un registro stilistico all'altro con eguale bravura...  Ci piace partire proprio da qui, parlandovi di questo disco, perchè è una frase più che adatta a descrivere il fuoriclasse "giocoso" Rubino che con questa opera convince in maniera assoluta, divertendosi a spiazzare l'ascoltatore e a interagire "riuscendoci" con questa e quell'altra forma musicale... tirando fuori sempre un'ironia lucida e poetica che ben si adatta ai vari contesti. Così come del resto fa la voce, malleabile alle esigenze per così dire ed è tutto tranne che un'offesa.  Un grande album, ricco di suoni, parole, stili, riferime...

Etruschi from Lakota - I Nuovi Mostri

La provincia da prendere d'assalto, coi suoi "musico falliti", le autorità troppo zelanti, le raccomandazioni, il lavoro e la politica, quello che si cela tra le mura domestiche, i matrimoni di paese, i pettegolezzi... o quanto meno provare a scuoterla col blues, la voce, le urla, l'ironia, lo sberleffo...  Ottimo esordio per questi giovanissimi, prodotti da Nicola Baronti già al lavoro con Zen Circus, Pan del diavolo, Criminal Jokers... dei quali hanno la sfrontatezza e irriverenza, ma si affrancano per soluzioni strumentali eterogenee e non fermandosi a un primo ascolto l'originalità della proposta viene fuori in maniera cristallina. I nostri dimostrano poi anche una maturità compositiva a tratti inaspettata per l'età dei componenti, un ottimo biglietto da visita insomma per un gruppo da tenere assolutamente d'occhio: "Elenoir": folk/blues con piglio punk, ben assestato e anche con un ottimo bridge finale in francese, una marcetta ...

Simone Cristicchi - Album di famiglia

La sensazione serpeggiava da tempo, ma il Cristicchi surreale e sarcastico degli esordi non esiste più davvero, a maggior ragione dopo l'ascolto di questo Album di famiglia che è un deciso passo avanti rispetto all'ultimo lavoro, intendiamoci, ma dove il nostro sancisce di fatto l'evidente rottura col passato e per chi ha apprezzato "quel Cristicchi là" qualcosa tra questi solchi non quadra. Maturità è una parola che usata in ambito artistico ha una doppia valenza e del resto queste canzoni non fanno eccezione, perchè siamo di fronte a un autore maturo davvero, i testi hanno pochissime sbavature e osano temi importati e gli arrangiamenti sono sempre ben curati e impreziositi da piccoli accorgimenti strumentali... d'altro canto il tutto nel suo insieme appare però un pò troppo monocorde, piatto, nel tentativo di riproporre la grande canzone d'autore italiana, fuori luogo o poco originale nell' eccessiva ricerca della melodia facile a tutti i costi ...

Chiara - Un posto nel mondo

Uno stuolo di autori importanti, da Ramazzotti che le ha fatto da padrino a Fiorella Mannoia, passando per Bianconi, Neffa, Samuel dei Subsonica per citarne giusto alcuni, Chiara vince la prima prova sulla lunga distanza, rilasciando un album vario ed eterogeneo inevitabilmente, con la sua voce unico comune denominatore che in qualche modo cerca "nell'armadio, quale abito le assomigli maggiormente", rispetto all'operazione fatta con Francesca, stavolta la confezione perfetta non esiste e meno male e Chiara è libera anche di sbagliare vestito a volte, indossando una taglia più o meno grande o piccola, non importa, il suo talento è salvo e fuori dagli schemi del pop calibrato a uso e abuso delle classifiche. Un disco che appare ricco dicevamo come la varietà dei suoi autori, con Chiara che ascolto dopo ascolto appare sempre più convincente e cresce con le canzoni, tutte di buona fattura... semplicemente qualcuna le sta meglio addosso qualche altra meno, ma questa è...

Il principe abusivo di Alessandro Siani

Poco più di una sinossi su cui l'umorismo di Siani la fa ovviamente da padrone, rovesciando "la favola" per eccellenza, ambientandola ai giorni nostri (fra la vita a scrocco, il ritorno d'immagine e le escort) e innestando un gioco di specchi da commedia dell'arte con il partner De Sica per dare ritmo narrativo e brio alle gag. Il tutto alla fine risulta più compiuto rispetto alle prove del Siani regista, ma nella sostanza filmica, l'aspetto eccessivamente didascalico di qualsiasi snodo narrativo prende il sopravvento e la prevedibilità degli eventi benchè compresi in quanto racchiusi nell'universo favolistico risultano oltre che scontati, inverosimili e per di più non viene accentuata la componente surreale che avrebbe potuto far fare al nostro un salto di qualità: "che strano destino avete voi, vi chiamate reali e poi siete così distanti dalla realtà", in questa frase moralistica e fuori contesto nella parte finale del film c'è tutto ...

Max Gazzè - Sotto casa

Se Gazzè è uno dei pochi che si è presentato a Sanremo con due brani di identico valore, non è certo un caso che questo "Sotto casa" (scusate, non abbiamo resistito) sia un album di indubbio spessore artistico, scritto, suonato e arrangiato come si deve e soprattutto sorretto da un'ispirazione che non abbandona mai queste dieci tracce, che ricalcano sentieri già tracciati dal nostro a dire il vero, ma che hanno i giorni migliori ben presenti e tutti da vivere. Paradossalmente è quasi un classico, un best of del Gazzè che tutti conosciamo e che musicalmente si muove fra i tardi anni 80 e accenni di 70, musicalmente parlando, ma con rinnovata voglia di aggiornare la materia che da sempre maneggia con destrezza, con la poesia, oggi più amara e disillusa che mai, dove l'amarezza spesso ha la meglio sulla ironia, ma che non smette di cercare la soluzione, la forza, in questo caso e in primis per uscire da una storia d'amore finita male. Banale direte voi... eppure...

Sanremo 2013 - Le nostre pagelle

Se l'anno scorso prendendo in prestito una frase "Non credo di esser superiore anch'io guardo Sanremo" da una canzone degli Zen Circus (I Qualunquisti) vi avevamo raccontato il nostro punto di vista giornalmente, quest'anno abbiamo deciso di non tediarvi con le nostre disamine "sul pezzo" ma di sbollire il tutto con calma ascoltandoci le canzoni come si deve e alla fine di rilasciare questo sindacabile per carità giudizio, sui 28 brani dei big in gara e sugli 8 dei giovani (in neretto le canzoni che hanno passato il turno) . Ci preme sottolineare che i voti dipendono e tengono conto di più fattori, come le potenzialità, il contesto, le esibizioni... e anche più persone che si sono cimentate in questo annoso e necessario giudizio, ergo non stupitevi più di tanto se...   Elio e le storie tese con: "Dannati Forever": sarà orecchiabile come dice Elio ma alla fine non convince più di tanto, piace il testo sicuramente meno l'arrangia...