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Intervista con I Gatti Mézzi

Nella recensione abbiamo scritto: "questi brani sono acquerelli, istantanee, ricordi, destinati a rimanere sospesi nello "spazio" che voi stessi create, è adeguata come descrizione? La vostra recensione è talmente "adeguata" che sembra scritta da noi. Ci crederà la gente che non siamo parenti? Acquerelli si, scriviamo in modo figurativo, o almeno questo è il nostro intento. ... Spazio"ideale" come "rifugio ai mali della modernità"... nel senso che il vostro modo di scrivere è quasi un antidoto all'amarezza di questi tempi, uno sguardo lucido ma distaccato nello stesso tempo.. Ci garba tanto leggere i fenomeni e proporne un punto di vista inclinato, distaccato e lungi dal voler gridare insegnamenti o giudizi. Che poi questo faccia da cura, più che da antidoto - ci permettiamo di precisare, non è mai premeditato ma, se è vero che fa quest'effetto, ci fa parecchio piacere. Entrando nel dettaglio ci raccontate com...

Il grande Gatsby di Baz Luhrmann

Sgomberiamo subito il campo dicendo che le critiche copiose che sono piovute addosso all'adattamento cinematografico del "Grande Gatsby" sono alquanto esagerate e non dicono il vero, pur con tutti i limiti che l'operazione porta con se.  "Ha solo chiesto tempo per riflettere chiamerà di certo domattina..." partiamo da qui, dal senso del tempo a livello metaforico e temporale, il tornare indietro rappresenta la possibilità di cambiare, di aspirare e quindi di sperare, del resto  Gatsby è "uno che coltivava la speranza", o immaginare la propria stessa vita come la si desideri, concetto ben espresso, a livello di ritmo invece si può tagliare più di qualcosa, specie nella seconda parte, mezz'ora in meno avrebbe aiutato e non poco... e tornando al discorso metaforico sono ben esplicitati i conflitti, con tutte le loro sfumature, dal bianco delle tende al ghiaccio rotto che si prende la scena, il candore, che alla resa dei conti non ha nessuno,...

Fabrizio Moro - L'inizio

Già dal titolo "L'inizio" si capiscono tante cose, non un nuovo inizio si badi bene e neanche un nuovo inizio ancora (ricordando la primissima esperienza sanremese del nostro), ma "L'inizio", da produttore di se stesso, libero per davvero (come in una sua celebre canzone) Fabrizio Moro rilascia in primis il suo miglior album in termini assoluti e più in generale una prova pienamente convincente, che non ha cadute di tono nelle sue singole tracce, godibile spesso trascinante, equilibrata ed intensa, arrangiata come si deve all'interno di uno spartito pop/rock vario ed eterogeneo, dai testi impegnati e profondi... ce ne fossero di lavori come questo nel panorama pop/rock italiano, le classifiche avrebbero una luce nuova:  "L'Inizio": "è solo un bambino che ha capito che non durerà per sempre il vitalizio" dopo un breve intro ci ritroviamo su una strofa serrata elettronica e rock, parlata, per un ritornello evocativo con fi...

Ray Manzarek (Chicago, 12 febbraio 1939 – Rosenheim, 20 maggio 2013)

Raymond Daniel Manzarek, o più precisamente Manczarek (Chicago, 12 febbraio 1939 – Rosenheim, 20 maggio 2013) The Doors - Qello Exclusive: Interview with Ray Manzarek: http://www.youtube.com/watch?v=73zWMWyygjQ&wide=1

Benny Moschini - Sono qui ancora

Dopo gli inizi come DJ e il passaggio a sonorità soul funky, Benny Moschini riparte da dove aveva lasciato ovvero da quella "Rabbia" qui riproposta, dunque da sonorità tendenzialmente rock che sfociano nel pop spesso e volentieri, il tutto filtrato alla materia italica con grande pathos ed enfasi. Gli arrangiamenti sono ben curati e certe trovate di natura elettronica non dispiacciono, anche se non ci sono sorprese per così dire, così come l'ascolto dell'intero lavoro ci appare si coeso, ma privo di mordente, i testi pur scritti senza eccessive sbavature e con sincerità spesso risultano didascalici. La cosa curiosa per un disco del genere che è rivolto principalmente a un pubblico mainstream è che molto spesso le strofe si fanno preferire ai ritornelli che a tratti sono macchinosi per costruzione armonica, non è il caso della titletrack :"Sono qui ancora": dove tutto è al punto giusto e la strofa, gradevole pop elettronico con l'entrata delle chitar...

The Big Bang Theory

"Penny, Penny, Penny..." ripetutamente e rigorosamente tre volte... ripetizione, rigore, sono le prime due caratteristiche che fotografano benissimo la serie in questione e ancora l'irruzione della "normalità" nella struttura altera, nei suoi meccanismi "cervellotici", ma andiamo con ordine.  The Big Bang Theory è una sorta di esperimento in fiction, della "serie": cosa succede se un elemento esterno cosiddetto "normale" entra a far parte di una piccola squadra di nerd cervellotici sovrastati dal genio supremo di uno di loro, genio che fa a pugni con il concetto di normalità più spicciola a rispetto dei suo già strambi compari? Tutto ciò si risolve in risate e fans per la serie è chiaro, non potrebbe essere altrimenti, abilmente ideata da Chuck Lorre e Bill Prady e ritmata secondo paletti ben definiti, il microcosmo su cui le storie sono incentrate non può che suscitare ilarità e divertimento con l'affezione si intende, ...

Cosmo - Disordine

Domande esistenziali per un album "vitale", positivo e ricco di speranza nonostante tutto anche questo tra virgolette, perchè l'esordio in italiano di Marco Jacopo Bianchi, Cosmo, che mette in pausa i "Drink To Me", gioca abilmente sul fronte vita/morte per rilasciare un discorso coeso e ben assestato, un album ricco dal punto di vista testuale, che pone appunto delle domande e formula una risposta sempre, anche se confusa a volte, "pardon disordinata" anzi è proprio dal disordine che... "e di certo non ci sono certezze" del resto in certi contesti... La certezza è semmai data dalla musica, un pop elettronico, colorato e accattivante, un sound internazionale di ampio respiro, mai banale nelle soluzioni adottate eppur complice nel restituire "il discorso importante" affrontato anche quando non sembra, con la giusta leggerezza di tono e mantenere questo amalgama per tutti i brani senza alcuna caduta non è cosa da poco, pur nella ...