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Umberto Palazzo ci racconta "Mare Tranquillitatis", il grande ritorno dei Santo Niente

Come avete lavorato alla genesi dell'album e se è stata una scelta consapevole. ponderata, quella di dirigere il lavoro verso storie da raccontare o è stata una cosa naturale e spontanea, far prevalere insomma questo aspetto, da sempre tra l'altro presente nella tua produzione fin dagli inizi... Mare Tranquillitatis è stato un lavoro abbastanza veloce, quindici mesi fa esisteva solo uno dei pezzi del disco. C’era tanto altro materiale, ma era incoerente e non c’era modo di renderlo omogeneo, quindi ho preferito buttare via tutto. E’ stata una delle migliori decisioni della mia vita, mi ha sbloccato creativamente ed è tutto successo abbastanza in fretta. Il fatto di avere tre progetti diversi permette che questi progetti siano puri e coerenti, quindi sì, è stata una scelta ponderata. L’aspetto più lirico e intimo delle cose che scrivo trova sfogo nel mio lavoro da solista, quindi era logico che mi concentrassi sull’aspetto affabulativo e sull’osservazione sociale Prima...

"Affari di Famiglia"

    "Mi chiamo Rick Harrison, e questo è il mio negozio. Ci lavoro con il mio vecchio e mio figlio, "lo smilzo". Ogni articolo qui ha una storia - e un prezzo. Se c'è una cosa che ho imparato in ventun'anni è che non sai mai cosa entrerà da quella porta." Ben fatto davvero, c'è poco da dire su "Affari di famiglia" (da un'idea di Brent Montgomery e Colby Gaines della Leftfield Pictures), se non che è un programma secondo tutti i crismi e da consigliare senza se e senza ma... L'aspetto più interessante non sta tanto nella contrattazione, più o meno semplice, quanto nella storia che sta dietro ogni oggetto, non a caso History Chanel ha lanciato la serie e i proprietari non mancano di raccontare aneddoti, mentre "Il banco dei pegni" ventiquattro ore su ventiquattro compra e rivende senza sosta.  L'aspetto culturale è dunque evidente, le digressioni sugli oggetti sono esaustive e sintetiche e portano con loro la curios...

Visioni di Cody - Appennino Libero

Protesta, rivolta, punk che dir si voglia, "nello spirito quanto meno e non nell'attitudine", Dio Cinghiale permettendo,  "Le visioni di Cody", rilasciano sei brani di pura tensione narrativa, che cresce, sul lavoro delle chitarre elettriche e sulla ritmica opportunamente sospesa, pronta a deflagrare, in possibilità, perchè sono le parole a far la voce grossa e quando arrivano (praticamente sempre) funzionano eccome... diretti, senza filtro, i nostri aprono l'album con "Il manifesto": "ho comprato il Corriere della sera buono da arrotolarci il pesce, ho comprato la Repubblica di Ezio Mauro buona da accendere per farci il fuoco, ora che è in difficoltà Il Mucchio chiude il Manifesto, è in difficoltà il Manifesto, chiude pure il Mucchio, dimmi porca troia ma io che cazzo leggo, Vauro passa al Fatto.. ma è un giornale di merda no... io non vi sopporto più"... una folk ballad epica, un vero e proprio anthem generazionale contro i radical...

Una Fragile Armonia di Yaron Zilberman

Con le parole di Thomas Eliot sull'opera 131 di Beethoven, nel suo rincorrersi incessante di inizio e fine, nell'importanza di essere portata a termine, si apre questo A Late Quartet, "Una Fragile Armonia", per proseguire su questa metafora e a rigor di logica matematica, che fa si che il dramma si mantenga saldo, senza scadere nel sentimentalismo, mentre accade nella storia, ciò che deve necessariamente accadere. La crisi all'interno del microcosmo aperta dal parkinson che scopre indifeso un Crhistopher Wolken davvero intenso, è il pretesto su cui far muovere gli ingranaggi all'interno del micro cosmo, dove invidia, gelosia, fallimenti la fanno da padrone, scoperchiarne il vaso è appunto un processo matematico, tanto sono codificati gli snodi cruciali del racconto, ampiamente prevedibili e a suffragio dell'opera di Beethoven incessante e continua... a cui chiedere una pausa di riflessione, prima di ricominciare a immergersi nell'opera della prop...

Violacida - Storie Mancate

Meno di mezz'ora, per i Violacida, che con questo "Storie mancate" dimostrano di saperci fare, il recupero di sonorità legate agli anni 60 non è certo una novità nel mondo odierno della musica indie, i nostri aggiungono un tiro pop ficcante e venature psichedeliche che potrebbero essere una sorta di finestra sul futuro, per l'evolversi del loro sound. I testi sono belli nella loro ingenuità, capaci di scivolare in rime baciate senza colpo ferire e di trovare immagini intense con naturalezza... che vivono dello scontro vitalità/nichilismo dove a vincere è comunque un ritratto sincero e verace della generazione narrata.  Venendo ai singoli brani, c'è il beat coinvolgente che sfocia in un finale quasi punk di "Una canzone per perdere tempo": "pochi incontri per spiegarti di non puntare su di me", quello letteralmente travolgente di  "Occhi belli":"tu non ti accorgi che la fuga dei cervelli non fa per te", con tanto di cav...

Banda della Posta - Primo Ballo

Ormai è un binomio, quello tra Vinicio Capossela e la Banda della Posta di quelli da farci un matrimonio... artistico, come il buon Goran Bregovic insegna. Il fatto che questo disco sia prodotto dal cantautore di Hannover (e dal suo fido chitarrista Asso Stefana) la dice lunga. Innanzitutto è un “Primo Ballo”, come ci dice il titolo del disco... ed effettivamente è un album tutto da ballare e loro, insieme agli strani pseudonimi che si portano dietro, sono: Giuseppe Caputo (Matalena) violino, Franco Maffucci (Parrucca) chitarra e voce, Giuseppe Galgano (Tottacreta) fisarmonica, Giovanni Briuolo chitarra e mandolino, Vincenzo Briuolo mandolino e fisarmonica, Giovanni Buldo (Bubù) basso, Antonio Daniele batteria, Crescenzo Martiniello (Papp'lon) organo, Gaetano Tavarone (Nino) chitarre, Vito (Tuttomusica) strumenti, Canio Zarrilli fotografie e proiezioni. Da “España cañi” alla title track, sapori iberici di corride e matador; Capossela dalla Grecia rebetika giunge sino alle “ter...

Virginiana Miller - Venga il Regno

Sacro come l'Amore, Profano come "l'orchestrina dentro l'iphone" da "Due", i Virginiana Miller giungono al sesto disco, dopo "Un primo lunedì del mondo" che è un paragone importante da cui ripartire... "Venga il tuo regno" ne è degno successore, è un album compiuto, che fotografa amaramente i nostri tempi ma che non smette di infondere fierezza e speranza, così i due singoli, l'orecchiabile e godibile "Una bella giornata": "spegni tu la luce ma ogni cosa resta illuminata" e  "Tutti I Santi Giorni": "mentre fuori tutto va, va a rovescio ma vedrai che in qualche modo si farà, non piangere perchè io e te avremo altre primavere dopo gli inverni avremo tutti i santi giorni per noi",  dove i nostri si permettono nella strofa di rimare come si deve "paradiso, sorriso, viso" senza perdere in poesia, stanno quasi a dimostrare il coraggio che ci vuole per riuscire a sopravvivere e a usc...