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I Quartieri - Zeno

Un invito al viaggio, al cambiamento, alla libertà creativa, a una crescita vera e propria su ritmi slow, cadenzati, un sound immaginifico, che è già racconto reale e sogno tutto da vivere nei risvolti psichedelici che sono speranze su cui perdersi a caccia di nuove suggestioni ed esperienze... per non fare ovviamente come "Zeno", il celeberrimo protagonista di Italo Svevo, che dà il titolo al primo album vero e proprio de I Quartieri, che esordiscono sulla lunga distanza, nel miglior modo possibile, con un disco omogeneo, compatto e sicuramente affascinante, senza punti deboli e con la vera e propria perla "Argonauti"a serrare le fila, una delle canzoni più intense di questo 2013,tra l'altro anche abbastanza orecchiabile grazie a un ritornello fantastico per armonia e testo: "oggi è solo un giorno di passaggio, una storia generazionale non c'è bisogno di chiamare coraggio il bisogno di  cambiare" che porta in dono pure un finale psichedelico e...

IlVocifero- Amorte

Dietro "Il Vocifero", ci sono Walter Somà, Fabio Capalbo e Aldo Romano, a impreziosire questo "Amorte" anche Gionata Mirai, Edda,Dorina Leka,L'ensemble Vinaccia e Carlo Sandrini. Musica libera, sperimentale, teatrale, di sicuro impatto e sicuramente non facile, ci vogliono svariati ascolti per averne una parvenza quanto meno, bisogna calarsi al di dentro, lasciarsi trasportare ma anche in tal senso non è che sia automatico il trasporto empatico... pregi e difetti di un'opera prima assolutamente meritevole d'attenzione, ma che non è per tutti... e che decisamente non vuole esserlo: "si tratta proprio di chiudere gli occhi e di guardare la luce che abbiamo dentro di noi" recita "Non nel tempo nè nel mondo": con Edda e i suoi vocalizzi,uno degli episodi più riusciti, ma non sempre basta, perchè a volte semplicemente si fa fatica a seguire la band nei suoi antri musicali, come ad esempio la sin troppo criptica "Ultime parole...

Intervista con le "Visioni di Cody"

  - Come nasce l'album, come ci avete lavorato, cosa volevate ottenere dal punto di vista sonoro e... curiosità, aneddoti, Appennino, Dio Cinghiale, "Ep"...   Il disco è nato da una voglia, sviluppata senza forzature, di comporre canzoni più aggressive e d'impatto del solito: impeto libertario, punk.  Per rendere l'idea abbiamo registrato in presa diretta, e per noi ex fans delle tracce separate è stata una discreta novità. Il leitmotiv ha preso forma dopo aver arrangiato la canzone "Il Manifesto", avevamo bisogno di un fil rouge, di un qualcosa che colpisse, magari divertendo.  Non è un EP per diversi motivi: perché è la nostra terza uscita, perché costa poco meno di un disco di dieci pezzi, perché starebbe bene in vinile e perché lo decidiamo noi.  - Musicalmente il vostro sound si potrebbe definire "folk punk", noi abbiamo scritto: "pura tensione narrativa, che cresce, sul lavoro delle chitarre elettriche e sulla ritmica op...

Luca Carboni - Fisico & Politico

Se nel festeggiare Max Pezzali e gli 883 gli ospiti si erano presi qualche libertà in più, alternando buone cose a altre decisamente un pò meno, Luca Carboni e i suoi amici, non si prendono questa responsabilità e non corrono alcun rischio, solo Lorenzo e lui può, vista l'amicizia ventennale permettersi un'aggiunta a "Ci vuole un fisico bestiale", gli arrangiamenti hanno più vigore ritmico ma sostanzialmente rimangono gli stessi... c'è da concentrarsi in toto sugli inediti:   Il brano con  Fabri Fibra, in cui proprio non si trova l'amalgama tra le due voci, è una delusione,"nessuna sa il confine, nessuno sa la fine", il pezzo di Ligabue "C'è sempre una canzone" è nella norma e ben riconoscibile dello stile del rocker e veste adeguatamente anche la voce di Luca, peccato solo per qualche rima facile facile, fortuna e luna dovrebbero essere aboliti in questo caso: "e sei un particolare che vorrebbero ignorare.. se tu li lasci far...

Losburla - I Masochisti

Roberto Sburlati aka Losburla esordisce convincendo con questo "I Masochisti", una sorta di concept album, mettendo in mostra un'ironia dissacrante, lucida e amara, nei testi intelligenti e curati su un indie pop dove è la misura a regnare, nel senso che il nostro non trascende musicalmente, i brani non hanno quasi mai un crescendo o variazioni significative, non esplodono in potenza, sono perlopiù giocati sulla ripetizione di frasi siano esse musicali o testuali, ovviamente arricchite dagli interventi strumentali, un lavoro di cesello, che punta a un'interiorizzazione maggiore dei concetti espressi, che ha decisamente il suo perchè. "L'imbucato":"in questo cazzo di bicchiere c'è solo acqua tonica" blues/rock'n'roll di fondo per variazioni di tono e arrangiamento come il testo che è un flusso di coscienza in piena regola  "al mio funerale vorrei non essere invitato esser fedele a me stesso rimanendo un imbucato" ...

La fine del mondo di Edgar Wright

"Mi chiamavano tutti il re perchè mi chiamo Gary King ehehehe" Da Una notte da Leoni ("io non bevo da 16 anni.. devi aver sete allora!!!") a Dal tramonto all'Alba, soprattutto per il cambio repentino di atmosfere, passando più volte dal via, ovvero la fantascienza e la sua evoluzione, che si mischia con la comicità più sgangherata... si resta quanto meno confusi dopo una visione del genere se non addirittura senza parole. Le troviamo per forza di cose e per i non avvezzi al cinema del nostro diciamo che la logica è difficile da trovare in questo terzo capitolo della "trilogia del cornetto" (L'alba dei morti dementi, Hot Fuzz ) ma c'è comunque, tra le pieghe di questa storia verso la fine del mondo... c'è persino una morale, tra le metafore disseminate qua e la, quello che manca è una coesione vera e propria, un senso che non sia il semplice "ognuno ha i suoi tempi per la maturità"... che in fondo non lo si pretende mica ...

Bling Ring di Sofia Coppola

"Che dici sto bene? Sembra un look moderato? Sembri una troia vestita da segreteria" Dare un senso a Bling Ring, sarebbe come aggiungere didascalia a didascalia, un' opera "sociologica?" che ristagna nella sua premessa, va bene il distacco narrativo, va bene il ritratto macchiettistico delle famiglie dei giovani virgulti ma è davvero troppo poco... si voleva certo narrare la pochezza, il vuoto, Sofia Coppola ci riesce sin troppo dimenticando però di far cinema e tralasciando il messaggio o la rappresentazione di questa vacuità che facilmente si contrappone per equipararsi allo star system, il film manca di verve, ritmo, di battute, non graffia, si limita a rappresentare una storia, vera tra l'altro, quasi con disinteresse, ma non è un problema di empatia, la narrazione fredda dei fatti ci può anche stare, mancano forza, vigore, a cominciare dai personaggi non sviluppati, a parte un minimo quello di Emma Watson che tra l'altro rappresenta una figura ...