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Gravity di Alfonso Cuarón

"Tutti dobbiamo morire ma io morirò oggi" La metafora insita già nel titolo, "Gravity" andare avanti anche quando tutto ti porta indietro e ogni ostacolo diventa insormontabile che si esplicita in quello spazio desolato che rappresenta la perdita, il vuoto che attanaglia la mente di Ryan Stone, il personggio interpretato da Sandra Bullock, dopo la morte della figlia e la sua voglia di immergersi nel lavoro, "continuare a guidare" per non pensare e continuare a vivere in qualche modo, non regge fino in fondo, perchè il concetto è sin troppo didascalico ed esplicitato ancor più e soprattutto non appassiona, anche perchè, grazie all'angelo custode logorroico Matt Kowalsky, George Clooney, i dialoghi spesso, che dovrebbero essere il punto di forza, scadono nel ridicolo involontario,"Kowalsky è una figata! E pensare che viene da Harward" o ancora cambiando registro: "Dille che ho trovato quella scarpa rossa, le piaceva tanto e dille ch...

Paolo Cattaneo - La luce nelle nuvole

Un autore di classe che ancora una volta si ripropone con garbo e stile, giocando amabilmente sui chiaro scuri delle atmosfere evocate, delle sensazioni suggerite, delle storie, dei sentimenti raccontati di volta in volta... Paolo Cattaneo con questo "La luce nelle nuvole", si muove come un pittore che via via va assestando pennellate risolutive a un quadro ben esposto in una galleria segreta, intima... ogni tanto c'è voglia di portarlo fuori e allora la sezione ritmica cresce e si fa ammiccante ma sempre con gusto, altre volte si ritrae coscienziosamente, altre ancora si lascia guardare e ammirare... Partiamo dalla fine per analizzare meglio l'album, dalla scarna e intensa "Non ho rabbia non ho pietà": "non c'è umano che consoli non c'è dio che preghi per me" ballad al pianoforte, che si dscosta decisamente dal resto delle canzoni, avrebbe forse meritato un maggior sviluppo strumentale... ma è anche vero che avrebbe finito per stonare ...

Madreperla - Ho quasi 30 anni e sono pieno di debiti

A due anni e mezzo di distanza da "La noia è una vostra invenzione" tornano i Madreperla con questo "Ho quasi 30 anni e sono pieno di debiti", decisamente più sporchi e potenti, più ricchi di suoni e influenze, il gruppo fa un passo in avanti nella costruzione dei brani, molto variegati e ben congegnati, piacciono gli arrangiamenti che donano coesione al corpus, piace la voglia, a tratti la ferocia persino che ci mettono i nostri nell'andare all'assalto per così dire, che denota urgenza espressiva e l'aver tanto da dire. Dalla "beffarda" e varia "Lavorare fa male": poggiata sui riff di chitarra elettrica, belli pesi ma che non disdegnano la melodia, alla Black Sabbath di Iron Man "qui non si ride, non si scherza, non si scopa più"; si passa a "Bava": che parla della classica ragazza che fà la preziosa e perde così il suo tempo nello specchiarsi nella sua bellezza, più cupa col basso martellante, dal deciso pigli...

Roberto Vecchioni - Io non appartengo più

A distanza di sei anni da “Di Rabbia e Di Stelle”, torna il professore della canzone italiana Roberto Vecchioni con questo "Io non appartengo più", da lui stesso definito come “Un soliloquio davanti alla fine..", da ricordare che lo stesso Vecchioni è stato recentemente operato per un tumore al rene e "le riflessioni alte" sull'esistenza è inevitabile che confluiscano in queste dodici tracce, alla ricerca della memoria perduta, potremmo dire, alla ricerca degli affetti più profondi, veri e sinceri e quindi la famiglia (protagonista spesso delle liriche) da contrapporre al vuoto di oggi imperante, narrato soprattutto nella conclusiva titletrack, solenne e suggestiva: "non appartengo più alle scaramucce sull’esistenza di Dio, sul governo ideale, sull’origine del male, sulla felicità virtuale, Io non appartengo più ai borghesi, gli inciuciai, le banche, ai cazzi in culo e mi scuso, ma c’ho pure il dubbio che sia persino Dio un refuso..." Ma torni...

Deluded by lesbians - Heavy Medal/L'altra faccia della medaglia

I Deluded by lesbians tornano con ben due versioni, una in inglese e una in italiano, denominate Heavy Medal e L'altra faccia della medaglia, l'energia è uguale, la vitalità che la band trasmette non teme traduzioni... è un album potente e coinvolgente, dove è facile venire risucchiati dal muro sonoro delle chitarre elettriche, dalla ritmica incessante e dai testi bizzarri e beffardi, merito anche della mano di Luca Serpenti che dona una coesione e un impatto non indifferente. Per il resto italiano o inglese fa davvero lo stesso, i nostri rilasciano la doppia versione per avvicinarsi all'indie nostrano non senza polemica, ma è anche vero che i testi nel loro essere diretti, surreali e astratti in questa maniera hanno una chance in più per venir maggiormente apprezzati,per il resto il tiro, il sound, per l'appunto non cambiano e la goduria è la stessa... il groove è di quelli che spaccano per usare termini giovanili, ma i testi anche nell'uso esplicito a volte p...

Edoardo Cremonese - Siamo il remix dei nostri genitori

E'davvero un buon ritorno questo "Siamo il remix dei nostri genitori" per Edoardo Cremonese, che lascia da parte i diminuitivi(Edo)e si dimostra sempre più maturo. Il suo è un indie pop, mai banale, arrangiato bene che si tiene lontano dai singoli tra virgolette e risulta solido e compatto, vario, per tutta la sua durata, non ci sono brani minori o di facile presa eppure è un lavoro ampiamente godibile dove sono i testi a far "la voce del padrone", ironici e taglienti, centrati assolutamente, non mancano neanche le collaborazioni illustri e cosa che più conta riuscite, insomma il nostro ha di che essere soddisfatto e anche noi non possiamo certo lamentarci snocciolando la scaletta, da "Siamo il remix dei nostri genitori":" i nostri genitori erano come due dj e a furia di spippolare siam venuti fuori noi avrei bisogno di una vacanza" pop fresco e gradevole con buone armonie di natura nostalgiche nel ritornello a "Super noi": come...

In memoria di Andrea Allione

"Ci legano tanti ricordi, il trio con Boltro al "Buniva", il "Bartali" del tuo Paolo Conte con una chitarrina seduto su di un tavolo sgangherato, un amico comune, la stima, gli Area, Pinerolo..." ci stringiamo al dolore degli amici, dei familiari e del suo fido compagno di avventure, il musicista Aldo Mella: "Oggi è uno dei giorni più brutti della mia vita" http://www.youtube.com/watch?v=1KKjorT6u1M