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Freak Opera - Restate Umani

Gran bell’esordio per i Freak Opera. “Restate Umani” è un album maturo e consapevole che ha poco da invidiare a produzioni più strombazzate che hanno ripreso nel corso degli anni la grande produzione cantautorale di casa nostra, aggiornandola ognuno a suo modo. I nostri, sfoggiano testi di ottimo livello, soluzioni strumentali “preziose” e melodie “asciutte”, lavorando per sottrazione e senza concedersi sbocchi di sicuro appeal ma sicuramente abusati, rilasciano canzoni genuine che lasciano il segno. Sarà interessante seguire l’evoluzione della band nei prossimi episodi quando per forza di cosa dovrà distaccarsi dai modelli di riferimento, per ora però va più che bene così, d’altronde bisogna restare uniti… o meglio umani… “Vino e fiori”: Tra Tenco e De Andrè, tra arpeggi di chitarra, inserti di archi e flauto, ha un sapore d’antan molto suggestivo: “Vento che ti scioglie i capelli come un volo di uccelli verso la libertà...” “Gli impressionisti”: breve e intenso arremba...

Dexter

Ben nove anni fa nasceva Dexter, prima dalla penna di Jeff Lindsay e circa un anno dopo divenne “umano” grazie alla mente di James Manos che lo portò sulla Showtime, rete via cavo statunitense, facendolo diventare un vero e proprio “eroe” o meglio ancora, un “anti eroe”. Non è facile affezionarsi ad un assassino, ma Dexter Morgan ha il pregio di coinvolgere e stravolgere il telespettatore principalmente e semplicemente perchè non ha sentimenti, si finge come gli altri comuni mortali, si confonde nella società solo per difendere la sua diversità, in una città, Miami, che è tutto fuorché... “normale”. A parte la prima stagione del telefilm, le altre si distaccano completamente dalla saga letteraria, composta finora da sei romanzi, di Lindsay. I personaggi sono disegnati sul piccolo schermo ed in modo quasi maniacale estratti dal libro. Michael C. Hall presta il volto al protagonista Dexter Morgan ed in maniera sublime mescola le sue serate immerse nei delitti, la vita da fidanzato p...

Jobs di Joshua Michael Stern

“Oh Gesù! No è solo Steve” Ne avevamo sentito parlare così male che ci era venuta ancor più curiosità nel vederlo, anche solo per capire il perchè di tutte queste critiche. Fuori cinema, possiamo con coscienza affermare che forse sono semplicemente le aspettative che erano troppo alte, per un film di genere, che non appassiona fino in fondo ma che comunque si lascia guardare e ha i suoi spunti d’interesse. Più manager di se stesso che talento e genio folle:“Che vuoi fare mi vuoi licenziare? No io ti ho già licenziato… perché sei ancora qui? Steve lui è il miglior programmatore che abbiamo!!!! E’ il miglior programmatore che non condivide la nostra visione”. “Jobs” è questo e nella caratura del personaggio rappresentato sta forse il perché di tanto ostracismo verso la pellicola. Non c’è empatia, ma sgradevolezza nel veder rappresentate le gesta di un sognatore senza scrupoli, in questo apparente ossimoro c’è però il succo del discorso. E’ un film alla fine freddo, distaccat...

Nathalie - Anima di vento

Come è a suo agio Nathalie quando può sperimentare, anche all'interno di un pezzo “pop” o in sonorità sghembe o più propriamente rock, come esce sicura e avvincente la voce, come si appiattisce di colpo se messa a confrontarsi su terreni più mainstream, radiofonici, sembra quasi messa lì a limitare i danni e nel mentre a confessarti che non c’entra niente. Di questa dicotomia vive “Anima di vento”, registrato negli studi di Abbey Road resi celebri dai Beatles, che riserva il meglio nelle tracce finali, ma che regala comunque buoni spunti nello scorrere della sua tracklist, nonostante come affermavamo poc’anzi appare palese a nostro avviso come Nathalie debba svincolarsi del tutto dalla banalità di certe melodie, di certi arrangiamenti che non le appartengono e che la penalizzano, soffocando il suo talento, la versatilità della sua voce, che emerge solo a tratti purtroppo… a volte “sostenuta” da duetti di tutto rispetto… le fondamenta da cui ripartire sono abbastanza solide e s...

2 broke girls

Metti due ragazze completamente diverse, cameriere in una tavola calda alla periferia di Brooklyn, una bionda e una mora, una con un passato da ricca e con una famiglia solida alle spalle, l’altra da sempre molto sventurata, è andata avanti da sola, con le sue forze. Metti un “contorno” di individui molto strambi e di diversa etnia, dal cuoco perverso al proprietario timido ed impacciato, dal cassiere sempre sorridente con la musica nel sangue, alla vicina di casa dirompente, rompiscatole e onnipresente… nasce così un successo assicurato che si chiama “2 Broke Girls”, un frullato perfetto di doppi sensi e personaggi azzeccati, che va avanti da 3 anni. Proprio pochi giorni fa su Italia uno si è conclusa la seconda stagione e la terza partirà a dicembre sulla piattaforma Mediaset Premium, mentre negli States, sulla rete CBS, è partita da circa un paio di mesi. Max Black (Kat Dennings), al di là del nome, è una ragazza, che però non ha mai avuto nulla dalla vita, costretta a ...

Nevica su quattropuntozero – I diari miserabili di Samuel Geremia Hoogan

E’ un universo poetico sofferto e intenso quello di Gianluca Lo Presti con la sua creatura “Nevica su quattro punto zero” che ritorna con “I diari miserabili di Samuel Geremia Hoogan”, con ospiti prestigiosi come Bruno Dorella e Umberto Palazzo senza dimenticare l’apporto di Lorenzo Montanà e Francesco “Fresco” Cellini. Un concept letterario e cinematografico, che si snoda in nove episodi, convincenti e affascinanti, prevalentemente giocati sul senso di attesa e atti a restituire stati d’animo, sensazioni, pur nel racconto sostanziale di una scissione, di una mancanza, come a dire “io è un altro e insieme nello stesso tempo”, per un’etica dei contrasti che scava dentro pur calpestando musicalmente la superficie. Dal punto di vista sonoro infatti, è un ondeggiare vorticosamente su un filo sottilissimo che separa due esistenze ed è un vero piacere chiudere gli occhi e procedere come un’equilibrista negli spazi infiniti che si spalancano davanti:   “ Promiscuità”: voce lont...

Hawaii Five-O

Nel 1968 veniva chiamato Hawaii Squadra Cinque Zero ed è proseguito per 12 stagioni. Uno dei polizieschi più longevi della storia. E’ stato un tale successo che nel 2010 la CBS ha deciso di recuperarla cercando di riciclare in parte le vicende di una squadra hawaiana costituita per combattere il crimine. I protagonisti hanno gli stessi nomi di allora, ma la storia è quasi completamente rinnovata, per seguire con oggettività i cambiamenti del tempo. Il rinnovamento inizia dal titolo, “Hawaii Five-O”... tolto semplicemente lo zero per dar spazio ad una maiuscola O, la squadra ha anche, ovviamente, nuovi volti. Primo fra tutti quello di Steven “Steve” McGarrett, interpretato da Alex O’Laughlin, ufficiale della United States Navy, che diventa poliziotto dell’isola dopo una richiesta fattagli direttamente dal Governatore. E’ un detective di eccezionale talento ed il suo passato da soldato lo porta ad essere molto impulsivo e sempre pronto a qualsiasi tipo di combattimento. La spalla di...