Passa ai contenuti principali

Post

Hobocombo – Moondog Mask

Gli Hobocombo più che un gruppo potremmo definirlo un progetto con un marchio mica da poco (Trovarobato), così come il loro “Moondog Mask” – ispirato al controverso artista Thomas L. Hardin alias Moondog, il “vichingo” musicista e poeta – più che un semplice disco è proprio un concept album. Sul fatto che Andrea Belfi (voce e batteria), Rocco Marchi dei Mariposa (chitarra, synth e voce) e Francesca Baccolini (contrabbasso e voce) abbiano compiuto un percorso che è culminato in questo ottimo lavoro e di difficile composizione, non c’è nessun dubbio. Certo, non è di facile ascolto anche se le musiche sono trascinanti in sé. La fortuna di questo album è sicuramente la molteplicità di suoni, a volte dissonanti ma ben calibrati, che sono frutto di tanti strumenti musicali (Boogaloops, Bull fiddle, Dayereh, fisarmonica, Eko Tiger, Elka ek44, Glockenspiel, Nord modular, synth, Shakers, Trimba, Xilofono), alcuni dei quali creati proprio dall’avanguardista di strada, che donano al disco u...

Tuamadre - L'invasione dei tordoputti

I “Tuamadre” sono un gruppo alquanto bizzarro che da Genova e dallo ska jazz sono “approdati” ai Beatles ed ora ad un concept album, “L'invasione dei Tordoputti”. Ma chi sono mai questi tordoputti? I “Tuamadre” hanno creato in questi anni di attività, un mondo tutto loro, definendolo appunto “tuamadresco” e per farne parte bisogna chiedere la parola magica per accedervi... non ci credete? E allora vi consigliamo di ascoltare questo disco, di coglierne tutta la dissacrante ironia, di seguire la storia del protagonista la cui voce “per motivi di budget è la stessa del narratore”, un esploratore britannico di un tempo impreciso accompagnato dal fido sherpa etiope. Da lì parte la narrazione, tra giochi di parole e omofonie, che porterà fino alla scoperta del mistero che è anche la chiave per accedere (?) a: http://www.tordoputti.com/ . Nel disco si potranno ascoltare anche i featuring del trombettista Mr T-Bone, essenziale membro degli Africa Unite e dei Bluebeaters di Giuliano P...

Freak Opera - Restate Umani

Gran bell’esordio per i Freak Opera. “Restate Umani” è un album maturo e consapevole che ha poco da invidiare a produzioni più strombazzate che hanno ripreso nel corso degli anni la grande produzione cantautorale di casa nostra, aggiornandola ognuno a suo modo. I nostri, sfoggiano testi di ottimo livello, soluzioni strumentali “preziose” e melodie “asciutte”, lavorando per sottrazione e senza concedersi sbocchi di sicuro appeal ma sicuramente abusati, rilasciano canzoni genuine che lasciano il segno. Sarà interessante seguire l’evoluzione della band nei prossimi episodi quando per forza di cosa dovrà distaccarsi dai modelli di riferimento, per ora però va più che bene così, d’altronde bisogna restare uniti… o meglio umani… “Vino e fiori”: Tra Tenco e De Andrè, tra arpeggi di chitarra, inserti di archi e flauto, ha un sapore d’antan molto suggestivo: “Vento che ti scioglie i capelli come un volo di uccelli verso la libertà...” “Gli impressionisti”: breve e intenso arremba...

Dexter

Ben nove anni fa nasceva Dexter, prima dalla penna di Jeff Lindsay e circa un anno dopo divenne “umano” grazie alla mente di James Manos che lo portò sulla Showtime, rete via cavo statunitense, facendolo diventare un vero e proprio “eroe” o meglio ancora, un “anti eroe”. Non è facile affezionarsi ad un assassino, ma Dexter Morgan ha il pregio di coinvolgere e stravolgere il telespettatore principalmente e semplicemente perchè non ha sentimenti, si finge come gli altri comuni mortali, si confonde nella società solo per difendere la sua diversità, in una città, Miami, che è tutto fuorché... “normale”. A parte la prima stagione del telefilm, le altre si distaccano completamente dalla saga letteraria, composta finora da sei romanzi, di Lindsay. I personaggi sono disegnati sul piccolo schermo ed in modo quasi maniacale estratti dal libro. Michael C. Hall presta il volto al protagonista Dexter Morgan ed in maniera sublime mescola le sue serate immerse nei delitti, la vita da fidanzato p...

Jobs di Joshua Michael Stern

“Oh Gesù! No è solo Steve” Ne avevamo sentito parlare così male che ci era venuta ancor più curiosità nel vederlo, anche solo per capire il perchè di tutte queste critiche. Fuori cinema, possiamo con coscienza affermare che forse sono semplicemente le aspettative che erano troppo alte, per un film di genere, che non appassiona fino in fondo ma che comunque si lascia guardare e ha i suoi spunti d’interesse. Più manager di se stesso che talento e genio folle:“Che vuoi fare mi vuoi licenziare? No io ti ho già licenziato… perché sei ancora qui? Steve lui è il miglior programmatore che abbiamo!!!! E’ il miglior programmatore che non condivide la nostra visione”. “Jobs” è questo e nella caratura del personaggio rappresentato sta forse il perché di tanto ostracismo verso la pellicola. Non c’è empatia, ma sgradevolezza nel veder rappresentate le gesta di un sognatore senza scrupoli, in questo apparente ossimoro c’è però il succo del discorso. E’ un film alla fine freddo, distaccat...

Nathalie - Anima di vento

Come è a suo agio Nathalie quando può sperimentare, anche all'interno di un pezzo “pop” o in sonorità sghembe o più propriamente rock, come esce sicura e avvincente la voce, come si appiattisce di colpo se messa a confrontarsi su terreni più mainstream, radiofonici, sembra quasi messa lì a limitare i danni e nel mentre a confessarti che non c’entra niente. Di questa dicotomia vive “Anima di vento”, registrato negli studi di Abbey Road resi celebri dai Beatles, che riserva il meglio nelle tracce finali, ma che regala comunque buoni spunti nello scorrere della sua tracklist, nonostante come affermavamo poc’anzi appare palese a nostro avviso come Nathalie debba svincolarsi del tutto dalla banalità di certe melodie, di certi arrangiamenti che non le appartengono e che la penalizzano, soffocando il suo talento, la versatilità della sua voce, che emerge solo a tratti purtroppo… a volte “sostenuta” da duetti di tutto rispetto… le fondamenta da cui ripartire sono abbastanza solide e s...

2 broke girls

Metti due ragazze completamente diverse, cameriere in una tavola calda alla periferia di Brooklyn, una bionda e una mora, una con un passato da ricca e con una famiglia solida alle spalle, l’altra da sempre molto sventurata, è andata avanti da sola, con le sue forze. Metti un “contorno” di individui molto strambi e di diversa etnia, dal cuoco perverso al proprietario timido ed impacciato, dal cassiere sempre sorridente con la musica nel sangue, alla vicina di casa dirompente, rompiscatole e onnipresente… nasce così un successo assicurato che si chiama “2 Broke Girls”, un frullato perfetto di doppi sensi e personaggi azzeccati, che va avanti da 3 anni. Proprio pochi giorni fa su Italia uno si è conclusa la seconda stagione e la terza partirà a dicembre sulla piattaforma Mediaset Premium, mentre negli States, sulla rete CBS, è partita da circa un paio di mesi. Max Black (Kat Dennings), al di là del nome, è una ragazza, che però non ha mai avuto nulla dalla vita, costretta a ...