Passa ai contenuti principali

Post

Germania sul tetto del mondo... 24 anni dopo

Si infrange a pochi minuti dalla fine del secondo tempo supplementare il sogno di Leo Messi e compagni, troppo forte questa Germania e il goal di Mario Gotze premia il cammino intero della squadra più che la singola partita finale. Proprio così, perchè l'Argentina fornisce la sua miglior prestazione quanto meno nelle eliminazioni dirette, superiore per occasioni da goal alla solidità tedesca che comunque non viene meno. E' stata una buona gara, giocata a buon ritmo e senza paura, ricca di soluzioni tattiche ma anche di sano agonismo, a differenza della soporifera semifinale Argentina-Olanda, che premia alla resa dei conti la squadra migliore ripetendo il copione dei mondiali sudafricani, quando il goal di Iniesta arrivò anche esso quasi allo scadere e dopo una precedente occasione fallita da Robben per gli orange, qui a fallire è stato invece Palacio che si fa ipnotizzare da Neuer che certifica il suo status di miglior portiere del mondo da almeno un paio d'anni. ...

Masters of Sex

"Una delle serie più belle del 2013", in questo modo è stata definita "Masters of Sex" da molti critici e giornalisti di mezzo mondo e non possiamo che confermarlo. La serie è prodotta dalla Showtime, tratta dalla biografia di Thomas Maier. Perché la serie in questione è infatti tratta da una storia vera e racconta le vicende del primo medico che si è spinto oltre tutte le regole del "buon costume" previste in anni in cui il sesso era ancora considerato un tabù. Si faceva per mettere al mondo dei figli, ma non se ne parlava per pudicizia. La serie infatti è ambientata nei primi anni '60, anni in cui William Masters - interpretato dal bravissimo Michael Sheen ("Underworld", "The Queen") - primario di ginecologia dell'ospedale del Missouri, intraprende la sua ricerca sulla fisiologia del sesso, diventando a tutti gli effetti il primo sessuologo al mondo, perdendo la sua reputazione agli occhi dei più puritani ed in particolar...

I Calibro 35 firmano le sigle di Radio1 e partono in tour

Dall'arpa al funk rock, Radio1 cambia musica e da giovedì 10 luglio rivoluziona tutto il sound della rete: sigle di Gr1, Meteo, Onda verde, stacchi, jingle sono stati realizzati in esclusiva dai “Calibro 35” , una delle più virtuose band italiane.  "Il classico suono dell'arpa  - anticipa il direttore Flavio Mucciante -  lascia il posto alla perfetta fusione di jazz, rock e funk con un gusto del vintage Rai, rivisitato in chiave contemporanea".  Prosegue il percorso di Calibro 35, intenti a fare musica a 360 gradi: coi propri album e concerti, con colonne sonore originali per il cinema, musiche di sonorizzazione e realizzazione di jingle e sigle. Un approccio organico, che appartiene ad una specifica tradizione musicale italiana, di cui Calibro sono diventati naturali eredi.  "E un onore che Radio Rai abbia scelto noi per rinnovare questo aspetto della propria identità, scegliendo una band come la nostra che da qualche tempo porta avanti la grande scuo...

Se Maradona è meglio di Pelè... Messi "sarà" meglio di Maradona?

Se Maradona è meglio di Pelè, come cantano festanti i tifosi argentini tornati a giocarsi una finale di coppa del mondo, proprio nella patria di "O Rey", è ora che Leo Messi ci dica se è veramente meglio di Diego Armando. Perchè non bastano i palloni d'oro in serie o i trofei conquistati in una squadra "schiaccia sassi" come il Barcellona, non bastano, perchè Dieguito giocava nel Napoli (oltre che proprio coi blaugrana ad inizio carriera) e la Coppa Campioni dell'epoca non l'ha mai vista, ma nel 1986 portò l'Argentina sul tetto del mondo praticamente da solo, non che, quattro anni più tardi arrivò ad un passo dal ripetere l'impresa. In entrambi i casi, l'avversario di turno fu proprio la Germania. Due le vittorie mondiali di Pelè a dirla tutta, ma aveva due signore squadre al suo servizio e ci vorrebbero ulteriori distinguo per dipanare la matassa su chi sia il più forte in senso assoluto. Quello che oggi conta è che Leo Messi non può esim...

L'irrazionale Crack della Seleçao

L'incredibile fragilità emotiva di un gruppo schiacciato dalla pressione, l'ottusità di un allenatore che si rifiuta di leggere tatticamente una partita, la mancanza dei due giocatori più talentuosi e di carisma. Eppure tutti questi fattori messi assieme non possono giustificare la tragedia sportiva di un Brasile inerme e spaventato, calpestato senza pietà da una Germania solida, organizzata ma di certo non trascendentale. Perchè la verità più semplice e lampante è che sul due a zero, i brasiliani sono andati letteralmente in corto circuito e i goal tedeschi sono arrivati con una facilità che rasenta l'incredulità dei giocatori stessi che sembrano non capacitarsi di quello che accade, sia dell'una che dell'altra squadra e lo stesso vale per ambedue le tifoserie, dove lacrime, stupore e risa beate si mescolano ad applausi e fischi, raggiungendo l'apice quando i tifosi brasiliani accompagnano con olè ironici il palleggio tedesco.  Ritornando ai fattor...

CafèAria - Suspirando

Suona come un'unica voce con al suo interno diverse sfumature questo album d'esordio "Suspirando" dei "CafèAria", che propongono un jazz mediterraneo, latino, contaminato, che fluttua sui contrasti della diversità dei toni in ogni singola traccia. Con il sax predominante, dove paradossalmente il disco si chiude con un simil rap/parlato che proposto magari in alcuni episodi dell'album in chiave ovviamente diversificata non sarebbe stato affatto male. Perchè i nostri giocano pesante... e i brani si prendono il loro tempo, "giustamente"  ma è fisiologico anche che una "misura" maggiore e puntare ancor più sul versante sperimentale potrebbe aiutarli ad evolversi. Quel che è certo, è che siamo di fronte a una band solida, a una "colonna sonora" proposta, ricca di immagini vivide che piace ancor più quando si "spinge", oltre le molte finezze stilistiche.  Orientem: la prima traccia, scritta dal musicista Giaco...

Danilo Sacco - Minoranza Rumorosa

Sono canzoni "oneste", le dodici che compongono "Minoranza Rumorosa", secondo capitolo della carriera solista di Danilo Sacco, che si dipanano in architetture semplici e immediate, che hanno forza, vigore e sincerità nelle parole cantate, tutte giocate sull'accumulo di tensione narrativa, sempre pronte a esplodere, con la vocalità del nostro ad emergere, potente e precisa. Quello che manca è una variabile impazzita o meno, un uscir fuori da una formula consolidata e ben maneggiata, ma nessuno crediamo si aspettasse rivoluzioni dal nostro. E va sicuramente bene così, perchè la qualità non manca di certo, ma è inevitabile riscontrare il rischio di un ascolto mono tematico, musicalmente parlando quanto meno, ma in ogni caso non è di certo un album piatto, tutt'altro. Tante belle canzoni, che potevano esser vestite in maniera più eterogenea, tutto qua, nulla contro il songwriter di Sacco che dimostra ancora una volta, come la sua carriera solista sarebbe po...