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Giorgio Canali e Rosso Fuoco - Rojo

E proprio nei giorni in cui Giovanni Lindo Ferretti diventa editorialista di Avvenire, ecco arrivare l’ennesima perla barricadera del compagno di mille battaglie Giorgio Canali. Carico e cinico, sincero come un amico spietato e ubriaco alle 4 del mattino, tremendamente reale e assolutamente intollerante al non pensiero di questi tempi vuoti e morti, accompagnato ancora una volta dai suoi Rosso Fuoco, Canali pur non aggiungendo nulla di nuovo sotto il profilo strettamente musicale, che si mantiene su un rock chitarristico, ben sostenuto dalla sezione ritmica, veloce e privo di fronzoli, con le ottime solite ballad che spuntano qua e la come d’incanto, torna che è un vero piacere, vomitando brutalmente le sue verità, come un vulcano in piena eruzione, riducendo tutto a brandelli, speranze comprese,lasciando il posto a un’ironia che più amara non si può,affondando il coltello nella piaga... un vaffanculo di vero cuore insomma messo a nudo, con vitalità e irriverenza, come ci aspettavam...

In morte di Amy Winehouse

“They tried to make me go to rehab but I said 'no, no, no“ (Rehab) ...  o ancora “I cheated myself,like i knew i would,i told you i was trouble,you know that i'm no good” (You know i’m no good)...  e ci fermiamo qui, come si è fermata lei...  del resto, non sarebbe stato giusto “per lei” compierli “questi benedetti 28 anni”  e far finalmente uscire questo nuovo, attesissimo disco...  no, dovremo accontentarci dell’infinità di materiale che uscirà con cadenza regolare e logica, subito dopo si intende che il lutto e la sua metabolizzazione avranno fatto il loro corso... tre mesi? Per esigenze puramente mercantili e... d’amore, per i milioni di fans... finalmente, senza più il timore che “qualcuno” fosse così fatta da mandare tutto a puttane. Perchè alzi la mano, chi si è minimamente sorpreso di questa fine, che più annunciata non si può... neanche il più candido, a maggior ragione dopo le sue ultime strafatte esibizioni... la sua voglia di autodistruzione, t...

Tutto pronto per la quarta edizione del Summer Live Contest

Tutto pronto per la 4a EDIZIONE DEL “SUMMER LIVE CONTEST”, che si svolgerà dal 26 al 29 Luglio prossimo, al Bocadillo Pub, sito in Via Begonia, 21- Contrada Milo, ad Erice. Ecco i nomi delle band: I Sintetico, Futura Retrò e Acting Out da Palermo, Denòria da Messina, Contrario Motu da Marsala, Mechanical Doll e Chiodo a Martello da Trapani,Martiri di Falloppio da Catania. Le otto band parteciperanno alle selezioni che si terranno al Bocadillo il 26 ed il 27 luglio. Soltanto in quattro accederanno alla finale del 28. La band vincitrice, votata dalla Giuria di Qualità, avrà diritto ad un premio in denaro di 1.000 euro mentre la band vincitrice per la Giuria Popolare, avrà diritto ad un mini tour di 4 date in collaborazione con Keep On. Novità di quest’anno: Premio Speciale “One E Music” offerto da Gianni Errera(Presidente dell'etichetta discografica romana) – una produzione completa di un singolo con l’etichetta discografica One E Music di Roma e relativa promozione tramite...

Parsec - Reset

Parsec, come l’unità di misura che aiuta a stabilire la distanza tra un oggetto e le stelle. Non Anni luce bensì Parsec. Archisecondi che determinano lo spazio e non il tempo. Musica per riempire lo spazio in controtendenza rispetto a quanto affermò Frank Zappa, ripieno di cultura musicale d’avanguardia, che la definì come quell’espressione artistica che serve a decorare il tempo. Nelle cinque tracce che compongono Reset il tempo sembra annullarsi. Musica subliminale ed evocativa, musica stellare, sia nell’intensità che nella forma. Composta per fungere da ponte di collegamento fra quegli stilemi e quelle tendenze tipiche del Post Rock, che i meglio accorti hanno precedentemente rintracciato nei lavori di band storiche quali Neurosis, Godflesh, Isis, Pelican, Tool, e a cui noi vogliamo aggiungere i Mogwai, i Giardini di Mirò e i Massimo Volume. La musica dei Parsec riesce ad inglobare e catalizzare gli elementi caratteristici del Post Rock, contaminati da influenze psichedel...

In viaggio con una rockstar di Nicholas Stoller

Ricordate “Non mi scaricare” e il personaggio di Aldous Snow interpretato da Russel Brand? Nicholas Stoller per questa sua nuova prova, ricorre a un vero e proprio spin-off, infatti in questo “In viaggio con una rockstar”, Snow personaggio secondario del primo film, assurge a protagonista, coadiuvato dal malcapitato e grande in tutti i sensi, Aaron Greenberg (Jonah Hill), nella parte di colui che deve riportare sul palco, da Londra a Los Angeles, la rockstar in declino, per il suo grande ritorno sulle scene. “Devi fottergli la mente” gli ripete continuamente il suo boss Sergio Roma (Sean 'P.Diddy' Combs), evidenziando quanto sia importante la finzione, la falsità, affinchè tutto fili liscio; ma tutto il film a dire il vero si può riassumere proprio in questa frase, infatti perchè allo spettatore il film risulti credibile in un certo qual modo, tra un eccesso e l’altro, l’occhio deve restare fisso e la mente svolazzare da un’altra parte... in questo caso, “la finzione”, sarà ...

Obagevi - Voglio sembri

Bolognesi sanguigni e sintetici, ma con un cuore che tende verso New York e ancor di più verso l’American South West. Groovvosi e rabbiosi al punto giusto, suonano davvero bene questi tre giovani Obagevi . Presenti sulla scena musicale dal 2006, hanno saputo riflettere quella cultura musicale italiana pregnante di ritmiche incazzose e distorsioni sfavillanti che negli anni si è certamente abbeverata alla fonte dell’Hardcore punk e soprattutto del Post Hardcore di derivazione At the Drive In , riscoprendo così le sue vere radici nei Drive Like Jehu e nei Quiksand , due tra quelle bands che durante i primi anni novanta hanno fatto scuola per l’avvenire. Gli Obagevi infatti hanno saputo ben sfruttare tutto questo materiale, orientando il loro stile musicale verso una direzione precisa, tracciata dai sei brani del loro EP intitolato “Voglio sembri”. Arpeggi caldi e melodici, si alternano a parti accordali veloci e dinamiche, mentre basso e batteria fanno da contraltare spingendo la...

When you're strange di Tom Dicillo

Un atto d'amore, dotato di una splendida ed evocativa fotografia e arricchito con materiale di repertorio, un docu-fiction che in due anni ha girato i più importanti festival, con il quale Tom Dicillo rende omaggio all'epopea di Jim Morrison e dei suoi Doors. Facendo salve queste doverose premesse, da Johnny Suede a Jim Morrison... e anche (per noi italiani) da Johnny Depp a Morgan... tralasciando Oliver Stone che 20 anni fa, riapriva le porte “distorcendone” secondo molti la percezione, questo "film" si rivela un'occasione mancata. Infatti si può tranquillamente affermare che Tom Dicillo, con questo presunto docu-fiction, segua quasi pedissequamente le “fonti” di Stone, che sono per lunghi tratti il libro “Nessuno uscirà vivo da qui” (libro che negli ambienti chiamano amabilmente “Qui ci sono un mucchio di stronzate”) per raccontare i Doors e la loro parabola artistica, servendosi di una voce narrante, Johnny Depp e appunto quella di Morgan per l’edizione itali...