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The Guard (un poliziotto da happy hour) di John Michael McDonagh

Tralasciando l’orrenda licenza poetica italica per un titolo tradotto in modo ignobile... ma evidentemente i geni del marketing avranno voluto dir la loro... "The Guard" è un film godibile, corrosivo, incisivo,  non banale... una sorta di "black commedy western" calato in un poliziesco, dotato di una fotografia magistrale e di una regia che a tratti straccia applausi a scena aperta... la sceneggiatura purtroppo, d’altro canto nonostante la brevità del racconto, lascia qualche falla di troppo. Un’operazione riuscita dunque a metà, che si affida a un “genere” e da qui forse  provengono le lacune del racconto, che ha un intrecciarsi convulso e sebbene voglia apparire lineare, finisce coll’impantanarsi o a non sviluppare bene i personaggi e le trama, anche se evidentemente punta tutto sulla verve del protagonista e il suo personaggio... Brendan Gleeson interpreta infatti un poliziotto che fa della solitudine la sua ragione di forza e che alla fine riesce a scongiurare...

Midnight (R)Evolution - A Toys Orchestra

Giù il cappello per questo nuovo parto degli A Toys Orchestra, che nel loro retro bottega riescono ancora a regalarci emozioni semplici, genuine, vere... suggellate in undici canzoni ricche di pathos e voglia di perdersi allo scoccare della mezzanotte rigorosamente. Perchè anche questa volta, i nostri ce l’hanno fatta... come sempre del resto, ed è questa quasi la cosa più sorprendente... ma a dire il vero, sorprendente mica tanto per le qualità del gruppo in questione... che per l'occasione rilascia anche un dvd sulla propria storia. Classe superiore, niente da eccepire e a “una buona, per esser buoni”dei gruppi osannati in Italia, ma la verità è che “questi” non sbagliano una canzone nemmeno sotto tortura... e allora possiamo metterci d’impegno a trovare i rimandi, le influenze, le febbri da cavallo... ma gli A Toys Orchestra ce li abbiamo noi, Italiani... e dovremmo esserne semplicemente fieri, orgogliosi... un pò come queste canzoni che abbracciano trasversalmente la “musica...

This must be the place di Paolo Sorrentino

La casa, intesa come luogo dell’anima, come approdo, nel mezzo la ricerca, il viaggio interiore, una nuova consapevolezza/rinascita, la crescita definitiva, la fine dei tormenti e un nuovo inizio... "perchè il problema è che passiamo troppo tempo velocemente dall'età in cui diciamo farò così a quella in cui diremo è andata così". In un mondo "dove nessuno lavora più, ma tutti fanno qualcosa d'artistico e con l’America sulla sfondo, Sorrentino dirige un intenso road movie appunto interiore, che scava dentro le macerie di un Sean Penn, eterno bambino, che ha le sembianze di Robert Smith, ma spesso si atteggia, specie nella prima parte ad un Ozzy Osbourne uscito dalla serie di Mtv, in gran spolvero, che porta a spasso con movenze incerte, il suo carrello/fardello, ora della spesa, ora da viaggio, ma sempre stracolmo di scheletri e fantasmi, dentro se stesso, con la sua stessa maschera a portarne i segni. Giocato abilmente sulla metafora del viaggio e sulla massim...

Povero Sboro - Mad Creudo

Povero Sboro è il nuovo disco, rigorosamente autoprodotto, dei Mad Creudo . Un duo acustico, elettrico, sperimentale, poliedrico, polistrumentale, polivocale, demenziale, a tratti minimale, insomma un po’ di tutto, “dislocato nelle terre del nord” (per usare una loro definizione), e presente sulla scena musicale “underground” dal 2005. Hanno pubblicato 7 dischi, tra album ed EP, e quest’anno ci stupiscono ancora con 25 nuovi brani, dai titoli spesso impensabili, per una durata totale di 33 minuti circa. I due “mad” prendono lo spazio, il tempo, il suono, ne fanno un amalgama che poi scompongono, destrutturano, senza una logica precisa, o per lo meno con una logica lontana, lontanissima, dall’umana comprensione, e ne fanno materia plastica, informe, componibile e ricomponibile, un gioco da bambini. O forse non proprio. Da quel pastone sonoro, variamente aggregato e integrato ne derivano suoni unici, irripetibili, autoreferenziali, che pur tuttavia, e questo lo si intuisce dopo di...

L'ora dell'ormai - Bobo Rondelli

Ottavo Padiglione, Stefano Bollani, Roberta Torre e Paolo Virzì... ma anche e soprattutto Piero Ciampi... se c’è infatti un nome in primis da citare, prima di accingerci a parlare di questo nuovo lavoro di Bobo Rondelli, è senz’altro quello del suo concittadino, “Piero l’Italiano”... per la poesia semplice e ricercata al tempo stesso, per l’intenso timbro vocale, per Livorno, per l’ironia amara, per le atmosfere evocate... ma queste sono cose che tanti volendo hanno già detto, come la carriera del nostro, che si può facilmente distinguere in un prima e un dopo, dagli Ottavo Padiglione, tra folk, pop, reggae, patchanka, alla scoperta del jazz con Stefano Bollani, a quella tra virgolette parallela e cinematografica, che lo ha visto autore di colonne sonore, attore, per la Torre e l’amico Virzì ma anche altri... ma a ben guardare anche queste cose sono o saranno state dette o scritte da qualcuno in qualche luogo, virtuale o meno. Ciò che conta adesso è parlare di questo “L’ora dell’orma...

Dei Nuovi Animali - Musica Per Bambini

Il ritorno di Manuel Bongiorni e dei suoi “Musica per bambini” a tre anni di distanza da “Dio contro Diavolo” che segnava l’esordio per Trovarobato, ci mette intanto allegria e ci rende speranzosi “come bambini” di ricevere in dono il regalo sognato. E adesso che il tutto è stato scartato anche se sarebbe meglio dire ascoltato, è un vero piacere parlare di un album così... così come? L’aggettivo geniale sarebbe riduttivo, anche se l’effetto sorpresa, essendo al quinto disco come Musica per bambini, più uno solista... non fraintendeteci, stiamo dicendo che per così dire, tornando alla metafora precedente, che è il disco/dono, in cui speravamo e che ci soddisfa in toto... anche se inevitabilmente manca l’aspetto sorpresa, ma è davvero poco rilevante perchè ebbene si, papà e mamma, ci hanno accontentato. E così il frullatore del nostro ci parla direttamente dal futuro e si impreziosisce di ospiti prestigiosi, tra gli altri Caparezza, Giovanni Gulino, Nicola Manzan... per restituirci un...

Adharma - Mano ai pulsanti

"Paranormal Discography - I dischi del cassetto", gli album fantasma fatti e finiti ma mai pubblicati da parte di band che si sono sciolte sul più bello. Rendiamo giustizia a capolavori sonori che hanno passato anni ad impolverarsi in quel cassetto dove sono state relegate per i motivi più disparati. Copiato e incollato dal sito della “famosa etichetta Trovarobato”, che ha dato "luce", è il caso di dirlo a questa lodevole iniziativa. Si parte con “Un uomo che si pensava quell’altro” degli Addamanera e “Mano ai pulsanti” degli Adharma.  Gli Addamanera sono stati la prima band prodotta da Trovarobato dopo i Mariposa. Con Trovarobato hanno pubblicato nel 2005 il bellissimo "Nella tasca de il zio", fulgida gemma canterburyana in terra sicula. Il disco "Un uomo che si pensava quell'altro" è stato concepito tra il 2004 e il 2006 e concluso nel febbraio 2007. Gli Addamanera si sono successivamente sciolti, ma le loro musiche sono rimaste nel buio...