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Vitamia - Gianmaria Testa

Un vero e proprio fuoriclasse della nostra musica d’autore, troppo spesso restato in disparte... anche per colpa sua, del resto di certo 5 anni sono davvero tanti... ma se ci toccasse ogni volta attendere tanto per un album di così pregevole fattura... non sarebbe certamente vana l’attesa. Stiamo parlando di capolavoro? Si... lo diciamo subito, gettiamo le carte in tavola... anche perchè gli assi nelle maniche del nostro sono decisamente troppi. Fossati, De Gregori, una spruzzata di Capossela per restare in Italia... nelle loro vesti migliori, rielaborati da un gusto sopraffino, per quanto riguarda musiche e arrangiamenti e “versi” di una solidità immaginifica disarmante, che lasciano solo stupore e senso di bellezza, anche quando cantano delle nostre miserie. “Nuovo”: con questo brano che richiama in certi passaggi Ivano Fossati, per la costruzione armonica e anche per il modo di cantare, si apre questo nuovo album, a distanza di cinque anni, di Gianmaria Testa, intenso, lirico, gi...

La peggior settimana della mia vita di Alessandro Genovesi

Tratto da un format televisivo della Bbc e portato di peso sullo schermo da un regista italiano alla sua opera prima, già autore per Salvatores (Happy Family), Alessandro Genovesi, “La peggior settimana della mia vita”, ha tutti i pregi e i difetti di un’operazione del genere:  Ovvero fa ridere e anche molto puntando tutto su le gag esportate, ben preparate, calibrate la maggior parte... alcune telefonate, ma ci può stare... altre che sembrano un incrocio tra un cinepanettone e un Ti presento i miei, dalle quali anche qua volendo esser buoni, ne esce alla fin fine... ma sono e rimangono irrimediabilmente appunto sketch, legati tra di loro, da un soggetto più che una trama... ma quando si ha bisogno di una costruzione per così dire armonica, è comunque la storia a richiederlo... le carenze, ribadiamo inevitabili della sceneggiatura, escono fuori in tutte le sue magagne.  Comunque tralasciando un’analisi critica vera e propria, per un film che vuole solo divertire e non ha pre...

Dannato Vivere - Negrita

Coi due precedenti lavori, “L’uomo sogna di volare” e “Helldorado” i Negrita si sono definitivamente staccati dal suono classic rock, che li aveva caratterizzati sin da gli esordi... le loro per così dire esplorazioni sonore erano andate avanti in diversi ambiti negli anni, spostando i suoni verso la psichedelia e poi verso suoni pop/rock decisamente più FM... quindi sempre restando in ambito squisitamente rock. Siamo dunque al capitolo 3 vero e proprio del nuovo sound di Pau, Drigo e compagni con questo “Dannato Vivere”... e la curiosità era tanta... il punto era, ce l’avranno fatta stavolta i Negrita a centrare il bersaglio grosso, dopo comunque due più che discrete prove? A fare cioè un salto qualitativo e soprattutto di coesione di intenti importante?  La risposta purtroppo è in parte negativa... in quanto la band vira la contaminazione decisamente verso il pop ma senza avere la forza dei singoli che contraddistinguevano “L’uomo sogna di volare” e perde l’urgenza espress...

Super di James Gunn

Un piccolo grande capolavoro, di un’attualità feroce, che gioca sul sottilissimo confine tra bene e male e su tutti gli assolutismi in genere, che verrebbe da dire “ha davvero una sua a-morale” con la A rigorosamente maiuscola. Un film che fa pensare, tanto, che è un’alchimia magica di sapori ben assortiti, che nonostante l’accostamento più che naturale con Kick Ass, ha poco da spartire col film inglese di Matthew Vaughn... che fa sorridere di stupore, di fronte al candore disturbante della prima parte, che fa tanto Dolly’s Restaurant, uno dei film tra l’altro dove Liv Tyler, prima del successo con Io ballo da sola, si pose all’attenzione del pubblico, che si ferma poi di colpo come ad un semaforo giallo, assumendo i toni da classico cinema indipendente, irriverente e spassoso, che può ricordare a tratti il primo Kevin Smith ma molto più cerebrale e che diventa puro action, nell’ultima parte, ricca di colpi e particolari splatter che arricchiscono il quadro, tutto ovviamente e rigoro...

Chiaro - Ivan Segreto

E’ tutto chiaro adesso per Ivan Segreto ed era ora, dopo 5 anni di assenza dalla musica, dopo il divorzio dalla Sony per rinascere con l’indi Family Affair, per rifondare quella musica, quel pianoforte, quella voce che dal disco d’esordio “Porta Vagnu” fino ad “Ampia”, sono mutate pian piano verso una trasformazione che lo ha spento… lentamente. Ma Ivan Segreto, il ragazzo di Sciacca divenuto famoso per il poco consono (per lui) festival della canzone italiana (?), ha saputo ricostruirsi dalle “macerie” della sua stessa musica. Raffinato, trasognato, delicato, dolce, acre, sensuale, spirituale… e “Chiaro”, proprio come il disco della rinascita, in cui Segreto recupera “l’aere” che si respirava nel primo disco, un respiro di elevazione, musicale e spirituale che si poteva scorgere ancora per poco in “Fidate correnti” e che aveva del tutto perduto in “Ampia”. Non a caso il brano che apre il nuovo disco, si chiama “Ristoro”, come quella sensazione che nasce dopo un periodo di buio, q...

Melancholia di Lars Von Trier

Che Lars Von Trier non sia avvezzo al cinema d’intrattenimento, naturalmente lo sapevamo e proprio nessuno si aspettava di certo di trovare ritmo, verve, vivacità etc etc... in una sua opera... ma che la noia sopraggiungesse già solo dopo i primi dieci minuti, con un citazionismo e impressionismo alla Bergman che non porta da nessuna parte e che proseguendo nella visione, sia per giunta la cifra stilistica di un convulso esercizio di stile, narcisisticamente fine a se stesso, con una nulla facenza della sceneggiatura così netta, davvero non ce lo saremmo mai aspettati... almeno non da "Visconti"... Avete presente la dicitura “only for fans”... beh, questo pseudo dramma in farsa cinematografica è da sconsigliare anche agli adepti più convinti del regista danese, che dogmi o meno, feste in famiglia, piccole società isolate, natura magniloquente e via dicendo, qui sfiora e più volte la provocazione pura... solo verso lo spettatore, con scene che sembrano rallentate all’inveros...

Cattivi Guagliuni - 99 Posse

Troppi anni d'assenza, bisogna davvero e con cognizione di causa dato il livello dell’album rilasciato, celebrare in pompa magna il ritorno dei 99 Posse che in 15 brani, intrecciano meravigliosamente, come quasi sempre del resto hanno fatto nella loro carriera, la musica pop(olare), l'hip hop, il raggamuffin, l'Rn'B, la dance, l’ellettronica e ancora la storia, il cinema, la denuncia sociale, l’ironia, la profonda amarezza, la poesia e la rabbia, la violenza verbale mai doma, che arriva al punto e va oltre, cerca sempre perennemente, propone cioè una soluzione oltre all’invettiva... che visti i tempi potrebbe anche apparire “gratuita” o sterile”... ma i nostri, vanno al nocciolo, sempre, con uno sguardo lucidissimo sul reale che ci circonda e ne prendono le distanze, attingendo a una nuova consapevolezza, dal sud di tutto il mondo, con una sincerità e un urlo che è voce potentissima, per i brividi che produce, abbinando sapientemente ritmiche e parole, senza tralasci...