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24 novembre 1991: 20 anni fa moriva Freddie Mercury

I've got to break free, God knows, God knows I want to break free... e c’è riuscito in pieno Farrokh Bulsara, meglio noto come Freddie Mercury, la voce più graffiante ed eterna del rock, il musicista più poliedrico, il compositore più eclettico, che riusciva a spaziare dal glam rock all’heavy metal, dal pop rock alla musica classica. Un artista insomma a 360°, che non ha mai avuto paura di mostrare al mondo la sua ambiguità, per Freddie un punto di forza e per Farrokh una debolezza. Il 24 ottobre 1991, ben 20 anni fa, la voce dei Queen si è spenta a causa di una brutta bestia, quella che l’ha fatta tacere per sempre...sulla terra: l’AIDS. Freddie Mercury nacque il 5 settembre del 1946 a Stone Town a Zanzibar (Tanzania) da genitori di etnia parsi e di origine indiana, stato in cui Freddie passò tutta la sua infanzia e adolescenza, maturando un’attitudine allo sport per il suo fisico snello ed atletico, la passione per la musica, eccellendo nell’arte con il massimo dei voti all...

Rassegna Macondo

“ Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni, verso il mese di marzo, una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni.” ( Cent’anni di solitudine, Gabriel Garcìa Màrquez) Non una band, un cantante o un film bensì un evento musicale, una rassegna appunto di House Concerts che da alcuni mesi a questa parte ha riscontrato notevole successo tra gli amanti della musica d’autore e della musica emergente. Ma cos’è di preciso Rassegna Macondo e dove si svolgono questi House Concerts? Lo abbiamo chiesto ai fautori di questa iniziativa, Paolo Tedesco e Fabio Genco, due ragazzi della provincia...

Anonymus di Roland Emmerich

“Dalla fantascienza alla fantaletteratura”, Roland Emmerich non si fa mancare niente ma solo apparentemente cambia temi e registro, infatti in questo “Anonymus”, raccoglie i suoi thopos attraverso la parabola “leggendaria” Shakespeariana, materiale che di certo non è proprio estraneo in fatto di tragedie, drammi, intrighi, catastrofi e che ben si presta dunque alle classiche tematiche del regista. Emmerich in questo film stavolta, tende in un certo qual modo quasi a “umanizzare il divino o l’elemento sovrannaturale che dir si voglia” e fa si che “il creatore”, sia una sorta di “deus ex machina terreno” per così dire, rispetto ai suoi film precedenti... operazione questa, sebbene non riuscita del tutto, che è comunque doveroso risaltare, visto che potrebbe essere addirittura una buona idea di tesi di laurea, per chiunque volesse approfondire la sua filmografia. Se in Shakespeare e la sua arte è infatti racchiusa la più grande storia delle vicissitudini umane, Emmerich ha pensato bene ...

I Soliti Idioti di Enrico Lando

Cinismo e stereotipi e accenni alla commedia all’italiana “quella vera”... se ne è forse parlato troppo di questo film, che dal successo televisivo supera l’esame “adattamento cinematografico”, accentrando la storia base su padre e figlio De Ceglie, demandando agli altri personaggi della serie il ruolo di caratteristi, più o meno riusciti. Una trama che è poco più di un pretesto, per dare libero sfogo ai tormentoni televisivi, racchiusi in scenette che si ripetono tutte uguali, come era prevedibile del resto e dove magari si poteva continuare a insistere nella parte finale, nella trasformazione del figlio, anche se in questo caso, le avvisaglie dovevano essere introdotte molto prima. Per quanto riguarda “le altre situazioni comiche”, è riuscita quella della “coppia omosessuale”, con canzoni e balletti che diversificano il film, gli danno quasi “aria” per così dire, sufficiente benchè ridotta a meri siparietti, quella del “ragazzo-pacco” e la signora “sono subito da lei”, deficitaria ...

Conta fino a dieci - Vanillina

Cinque anni dopo, i Vanillina tornano con un album che fa della potenza sonora, corroborata in primis dalle oscure ritmiche di Lou Capozzi e dalla chitarra elettrica ficcante e mai doma di Davide Lasala, la sua cosiddetta cifra stilistica, al quale si aggiunge e non è poco Alberto Motta al basso e alla produzione con Lasala stesso, per un lavoro di chiara matrice hard/rock che si declina felicemente in forme più o meno consuete, muovendosi sempre a suo agio in chiave punk soprattutto, ma è anche piacevole riscontrare in queste tracce, accenni blues, progressive/metal e post/rock, attingendo a melodie pop/rock tendenti a sfociare nell’epico, specie per quanto concerne i ritornelli, senza snaturare un impianto solido, per certi versi cupo, marziale, lancinante in certi frangenti... che è sicuramente debitore degli ottimi arrangiamenti e del mixaggio di Jean Charles Carbone. Il teatro degli orrori per l’impianto generale e restando in Italia è il nome che ci viene in mente, se si cerca ...

Io?- Marco Notari

Marco Notari, pone nel titolo la domanda insita all’ascolto di queste tracce... ovvero Io? Quasi un senso di confusione di fronte a... tale, da non riconoscerne addirittura l’autore. Tanto effettivamente sono lontani i suoni marcatamente post/rock degli esordi, in queste atmosfere dosate sapientemente, dove vince a mani basse un gusto dell’essenziale, che è arricchimento sonoro e mai inutile orpello, ma minuzie, tocchi di classe, dispensati in dieci episodi, che hanno il sapore forte, quello si, di una elettronica minimal, di un per così dire “space rock” onirico e psichedelico, ricercato e intenso, che ben si sposano con le parole vive e piene di senso del nostro. Un lavoro, questo, che ha il pregio dunque di una linea demarcata e precisa, in contrasto quasi paradossalmente ai “territori musicali e letterari” che il nostro stesso però tende ad esplorare, che pretenderebbero per certi versi un maggiore sviluppo, quanto meno sonoro... mancanza che si avverte soprattutto in certi arra...

MasterChef Italia, un esempio da seguire

Fra le altre amenità necessarie contemplate in Grandi Palle di Fuoco, c’è anche la televisione, ma non disquisiremo amabilmente del ritorno di Fiorello al varietà "classico" (magari lo faremo alla fine dello show, chissà), perchè c’è udite udite e se non ve ne siete accorti “un talent show”, che pur sempre di questo si tratta, sta mietendo vittime di ascolti e di critiche più che positive da parte ovviamente della stampa colta... perchè riformula in primis le regole tipiche del genere e consegna assolutamente un prodotto televisivo di qualità... cosa rara di questi tempi. Stiamo parlando di MasterChef, della sua edizione italiana, in onda su Cielo il mercoledì alle 21.00. Per i pochi che non lo sapessero, il programma si basa su concorrenti amanti della cucina, ma assolutamente non professionisti, messi “alla prova... dalle prove”, come rinunciar a un simil vezzo (che passeremo in rassegna più avanti), ordite da tre eccellenze nel campo della ristorazione, ovvero: Carlo Cr...