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Fuori i secondi - Cisco

Un album solidissimo, senza sbavature e da qualunque punto di vista lo si guardi... Grande ritorno per Cisco, con un lavoro di puro e raro artigianato di classe... popolare, in quanto vicino alla gente per le cose che canta, con quello spirito naif, genuino, che gli vuoi istintivamente bene, per quanto sprigiona sincerità ad ogni nota e parola, che la riconosci subito l’amarezza sentita, vera... l’analisi disincantata che non trascende, che non eccede nei toni... come dovrebbe fare un cantore dei nostri giorni, di primo ordine come il nostro... Così le metafore che imbastisce non cercano rifugio in voli pindarici ma paradossalmente dicono le cose pane al pane e vino al vino, con una semplicità che non si può che ammirare, in un impianto folk di base ovviamente, ma ricco di suggestioni... che non mancherà di suscitare vivo interesse da parte dell’ascoltatore più attento anche da questo versante... per il resto, la voce calda e precisa del nostro rimane un valore aggiunto, un marchio ...

Millimetro - Celeste Gaia

Qui lo diciamo e non lo negheremo in ogni caso... Celeste Gaia peraltro giovanissima, ha un futuro luminoso che la attende... chiariamoci subito, parliamo in termini qualitativi e non di successo o “altre amenità necessarie”... questa ragazza ha talento “vero” e se resterà coerente con se stessa non potrà far altro che... non ci sono dubbi ascoltando questo esordio, davvero convincente... se si pensa che viene da sanremo poi... Altra puntualizzazione, per noi, doveva vincere lei la categoria giovinastri, ma questo è un altro discorso visto il livello dei partecipanti...  La freschezza in primis della voce, la vivacità e intelligenza dei testi e l’ottima produzione di Roberto Vernetti, la portano decisamente al di la del mero discorso festival... pur muovendosi in territori musicali ampiamente solcati... un folk/pop di base con melodie easy listening, rigorosamente killer, che però sviluppa sempre con maestria e sprigiona grazie ai svariati inserti di matrice beat, una sensazione...

Nanì e altri racconti - Pierdavide Carone

Partiamo da un dato di fatto, Pierdavide Carone scrive canzoni, è l’unico autore a memoria venuto fuori da un talent,  è, visti i risultati dei suoi vecchi lavori, un vero e proprio abc, un bignami insomma assolutamente di talento ma anche perfettamente integrato in certi stilemi, è il Grignani dei giorni nostri a dirla tutta, con meno follia e più mestiere, che si dibatte, finendo per restare nel limbo “tra la mia storia tra le dita e la fabbrica di plastica”... ma la questione non è così semplice... il nostro infatti, venendo per giunta da un talent è meno genuino e più avvezzo a ciò che piace al pubblico, ha per così dire trovato la ricetta magica e non ha alcuna intenzione di perderla... il paragone con Grignani finisce qui per forza di cose, altri tempi, altre storie... Carone però è di certo più incisivo nella scrittura, raramente si perde in banalità o aria fritta ed è anche più vario musicalmente... non aderisce per così dire al sistema pop/rock di maniera  che Grign...

Intervista a Maria Antonietta

Un pò l'Alice di Carroll che guarda sognante e disincantata e oltre lo specchio, un pò la prima Courtney Love che si guarda mesta e fiera allo specchio, un pò Pj Harvey nel suo specchio d'acqua torbida, un pò certe atmosfere tra i personaggi della Santacroce che distruggono lo specchio definitivamente... chi è insomma Maria Antonietta, intanto, prescindendo da quello che scrivi... di fronte al suo specchio... vai avanti, ti riflette e rifletti, distruggi... tutte e tre le cose? No, non distruggo mai. Tutto merita di essere salvato ed elaborato e magari superato ma niente passa invano. Andare avanti sempre, grazie all'amore alla determinazione e alla costanza ma soprattutto al coraggio. Sono le uniche cose che contano. E più cose fai e affronti e comprendi più sei forte. E considerando la domanda di prima, cos'è che volevi comunicare realmente al di la dello specchio in questo album e come è nato, cosa ti ha fatto scattare la cosiddetta molla per dare corpo a q...

Samuele Bersani - 20 anni di carriera da "Il Mostro a Psyco"

20 anni di carriera e tuttora viene definito come il “giovane cantautore” per antonomasia. Forse saranno le sue canzoni che raccontano di gente comune come eroi dei fumetti o di eroi di racconti fantastici come gente comune (e confondere Sandokan con un eroe del Cile libero l’avrà aiutato), forse sarà l’ironia così fulgida ed attenta all’attualità oppure quella faccia da bravo ragazzo spaesato a fare di Samuele Bersani, il “cantautore delle giovani generazioni”. Eppure era la fine degli anni ’90 quando, ad un concerto di Fabrizio De Andrè, questi invitò alcuni “amici” cantautori in prima fila: lui era tra loro, spaesato, ingenuo a chiedersi perché si trovasse tra le maestà della canzone d’autore: De Gregori, Guccini, Fossati. 20 anni di carriera senza poterla godere con il suo Maestro, colui che l’ha scoperto, probabilmente anche colui che l’ha ispirato: Lucio Dalla. Entrambi presenti al Festival di Sanremo, l’ultima commozione nel vedere il suo pupillo sul palco con “Un pallone” e p...

Amami - Arisa

Una ragazza con un caschetto bruno allo specchio guarda il manichino di quello che era il suo volto… prima di adesso, prima della trasformazione. Inquieta. Dire quanto sia cambiata Arisa musicalmente, non è quantificabile. Dimenticate la ragazza dagli occhialoni nerd che cantava spensierata “Sincerità”. In questo disco, “Amami”, troverete un’altra cantante, non Arisa ma Rosalba Pippa che getta via la maschera per mostrare un’altra identità. Sicuramente avrà aiutato la conferma al piano di un ottimo musicista come Giuseppe Barbera (dopo l’avventura di x factor) che dà un’altra aura al disco e del paroliere Giuseppe Anastasi. Ma la rinascita di Arisa è dovuta soprattutto alla coraggiosa produzione artistica e agli arrangiamenti delle Officine Meccaniche di Mauro Pagani… è questo ci dice già tanto del livello artistico di Arisa… “Semmai farò un bilancio di questo lungo viaggio quello che spero è di aver donato un po’ di me”… “Amami”: la title track rende bene l’idea del cambiamento… ...

Henry di Alessandro Piva

Scritto, prodotto e diretto da Alessandra Piva, liberamente tratto dal romanzo di Giovanni Mastrangelo, “Henry”, con più di un occhio a Fernando Di Leo, è un classico film di genere, di base poliziesco per così dire, che ne ingloba però molti altri al suo interno, giallo, noir, trhiller... un lavoro nudo e crudo, iper realista a tratti, amorale come si conviene, che risulta convincente in massima parte ed avvincente per lunghi tratti, benchè il ritmo narrativo non si mantenga costante per gli 80 minuti circa di visione e accusi nell’insieme una certa ripetitività di fondo e anche qualche ovvietà di contorno, non ci sono comunque cali eclatanti e gli snodi filmici mantengono comunque viva la tensione. Da segnalare le suggestive sequenze notturne, dove Piva con i suoi movimenti di macchina, caldi e ben assestati e il direttore della fotografia Lorenzo Adorisio, che gioca sui colori forti, nitidi ma crepuscolari, danno prova del loro talento,  "i quasi confessionali" tra il ...