Passa ai contenuti principali

Post

Autoritratti con oggetti - Gianluca De Rubertis

Voce e parole da pelle d'oca, strumentisti d'eccezione e arrangiamenti di gran classe... quel "genio" di Gianluca De Rubertis, rilascia un album davvero incantevole, dove sapori antichi dimenticati tornano di colpo dagli anfratti della memoria, freschi e attuali, pronti per essere nuovamente gustati. Un mix di canzone d'autore, jazz, melodie anni 60 e ballad del decennio successivo che si fondono amabilmente per deliziare corpo e soprattutto spirito... perchè "Autoritratti con oggetti", con la sua poesia, ora cruda e spietata, ora ironica e distaccata, ora fuggitiva e improvvisamente complice  è all'anima che parla, non smettendo di regalare suggestioni, sensazioni, profumi... ascolto dopo ascolto. “Rimanere male”: come a dire: "Stai seria con la faccia ma però..." del resto anche qui siamo a tavola, con Enrico Gabrielli al clarinetto: “poi dici qualche cosa di cretino, qualcosa molto simile a ti amo e tutta la mia vita mi sovviene, mi si...

Magnifica Presenza di Ferzan Ozpetek

Fra sogni, visioni e fantasmi, desideri e aspirazioni, l'arte e il suo senso, autobiografia (forse) e paure recondite, fra citazioni Pirandelliane e aneliti di Visconti, con assoluta nonchalance (da intendersi maestria), Ferzan Ozpetek rilascia una delle sue pellicole più riuscite, con uno straordinario Elio Germano (anche se non è di certo una novità), che si destreggia amabilmente, camaleontico tra luci e ombre, sulle musiche di Pasquale Catalano, al servizio di un impianto filmico senza sbavature, dove gli snodi narrativi, anche se per certi versi, in alcuni tratti appaiono quasi attesi e/o dovuti, procede a rigor di logica, surreale e affascinante, per tutta la sua durata, con il giusto trasporto, senza scadere “nell’altro non detto... ma fondamentale”. Un film che ha un suo equilibrio e che riesce cosa non da poco a restituirlo in pieno allo spettatore, nella scarna magnificenza della messinscena e dei suoi chiaro scuri, grazie anche alla fotografia di Maurizio Calvesi, nell...

Intervista a Marco Notari

Ciao Marco, intanto i doverosi complimenti per questo ultimo “parto”, ma anche per i precedenti... Dalle sonorità post rock degli esordi a... Io? Come sei arrivato a questo risultato e se saranno queste, le coordinate musicali in cui intendi muoverti prossimamente Innanzitutto grazie mille per i complimenti. Credo che l’evoluzione del mio sound attraverso questi tre dischi sia avvenuta in maniera molto naturale. Se “Oltre lo Specchio” rappresentava un punto di partenza e “Babele” era un disco per così dire esplorativo, penso che “Io?” segni un punto d’arrivo a livello di sonorità, grazie anche al lavoro del produttore artistico Andrea Bergesio che ha suonato in prima persona buona parte delle tastiere e delle programmazioni. Tra noi si è creata da subito un’ottima sintonia e credo che siamo riusciti nell’intento di creare un mondo sonoro personale. Sono diminuite le distorsioni e sono aumentati i pianoforti, i glockenspiel e le tastiere in generale. Abbiamo usato gli oggetti più svar...

E' nata una star? di Lucio Pellegrini

Dal racconto di Nick Hornby, con la colonna sonora di Brunori Sas, Lucio Pellegrini dirige sapientemente la coppia comica Littizzetto/Papaleo, senza strafare e col garbo tipico delle sue pellicole. Ne viene fuori un divertente ritratto del provincialismo italico, ricco di gag ben riuscite, che però non affonda il colpo fino in fondo e alla fine prevale una sensazione di buonismo e di nulla di fatto... resta comunque piacevole nel suo insieme la visione e si ride con intelligenza... ma pesa e non poco la difficile adattabilità del testo dello scrittore inglese, troppo breve forse per essere sviluppato adeguatamente su grande schermo e forse anche poco adatto per trasportarne le vicende in Italia.

Dieci regole per farla innamorare di Guglielmo Scilla

Solitamente chi cerca di accontentare tutti finisce per non accontentare nessuno, è il caso di questa pellicola, che si rivolge a un pubblico giovane, di target generalista, che vorrebbe tra l'altro senza riuscirci minimamente a far sbellicare dalle risate e ha in più la pretesa di farlo anche riflettere, fallendo miseramente sia nel tentativo di divertire che in quello di far pensare. Un calderone confuso e poco originale di svariati elementi assemblati con pochissima cura... una vera e propria barca che va alla deriva, col fantasma di Brizzi, che da più di una mano alla sceneggiatura insieme a Bortone... tralasciando “la non originalità” in toto delle gag per non sparare sulla croce rossa. Non c’è infatti una sola cosa che funzioni, dall’improbabile impianto narrativo, che cerca di sviscerare una sinossi insulsa a più non posso, alle caratterizzazioni dei personaggi, oltre che banali vere e proprie macchiette trite e ritrite, per non parlare come dicevamo del tentativo maldestr...

Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana

Tralasciando l’impianto “storico e la veridicità” dei fatti narrati a cui fa esplicitamente eco il titolo “Romanzo”...   Marco Tullio Giordana, offre una prova di denuncia “sociale” che rispetto ai film italiani “del genere” (perchè non si può decisamente parlare in Italia “di un genere”, che sembra indefinito a dirla tutta, fra fiction e film capestri... e confusione, dove Placido e pochissimi altri riescono a tirar fuori qualcosa, che si potrebbe banalmente riassumere in “cinema sociale”, ma che richiamerebbe altre definizioni e ci fermiamo qui, perchè non è il caso di far polemica o di parlar d'altro) appare fin da subito convincente, teso e coinvolgente... abilmente sceneggiato oltre che dallo stesso Giordana, anche da Stefano Rugli e Sandro Petraglia, fotografato splendidamente da Roberto Forza... e condotto fedelmente in porto dalla mano sapiente del nostro, che offre un affresco forte e deciso su una delle tante ombre, per non parlare di misteri, della storia rec...

Tutto qua - Fabio Concato

- “Ho avuto una crisi di idee, non sapevo cosa scrivere e mi era venuta la sindrome da foglio bianco, quella che colpisce gli scrittori. Inoltre avevo altre cose da fare, come pensare un po’ di più a me e alla mia famiglia. Avevo, insomma, da vivere, da fare altre cose”... ... ma anche: “ad allontanarmi è stato piuttosto il rigetto per un ambiente discografico che non riuscivo più a sopportare.”  Sono passati undici anni dall’ultimo album di studio di Fabio Concato, risale infatti al 2001, “Ballando con Chet Baker”. Le peculiarità del nostro, che lo hanno reso celebre nel corso degli anni rimangono tuttavia intatte, a partire da quella capacità innata di ritrarre i sentimenti senza appesantirli più del dovuto, la leggerezza di fondo nel porgersi, anche parlando di sensazioni non sempre positive, il tono confidenziale e distaccato allo stesso tempo...  manca forse solo “il pezzo da...” ma davvero non guasta, in questi undici episodi, davvero convincenti, che godono sostanzia...