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Chernobyl Diaries di Brad Parker

Francamente imbarazzante anche se fosse uscito dieci anni fa...  non c'è commento peggiore a dire il vero e ci fermeremmo volentieri qui, ma spariamo sulla croce rossa, visto che comunque l'abbiamo visto e in fin dei conti abbiamo perso del tempo... evidentemente... Fuorviati da titolo e trama,  dal produttore perchè no, il film in se, destava una certa curiosità e anche l'approccio alla materia di Parker, i primi venti minuti per intenderci ispiravano una certa  fiducia... irrimediabilmente andata a farsi benedire col passare del tempo, perchè e a ben donde non bastano urla e torce a creare una tensione emotiva che dir si voglia se non c'è un minimo di risvolto,  uno sviluppo se non addirittura un sottotesto, una chiave di lettura altra e anche volendo far passare l'idea che si tratti come abbiamo letto di una rilettura di genere, non vi è comunque trasporto emotivo in ogni caso e non c'è passione soprattutto nel filmare queste vite dal destino segnato e ...

Intervista ai Lady Ubuntu

Ciao ragazzi intanto i doverosi complimenti per questo esordio, ci raccontate un pò di voi, della vostra storia, da come vi siete formati a questo primo parto? Francesco: Grazie per i complimenti e per l'intervista. Dunque, l'idea dei Lady Ubuntu mi è venuta quando ho visto per la prima volta il filmato della puntata di Lascia o Raddoppia in cui partecipava John Cage. Ho realizzato che unendo l'anima immortale di Cage alla salma dispersa di Mike si potevano fare i Lady Ubuntu...No, in realtà la nostra storia è piuttosto breve. Ho iniziato a pensare di fare un disco intitolato Piuttosto che incontrarvi farei bungee jumping nella Primavera del 2010, un giorno che stavo guidando sull'autostrada diretto verso Genova. Nell'Autunno del 2010 ho chiesto a Davide di entrare nel progetto, e così abbiamo formato il gruppo, e per un anno circa ci siamo trovati un tot di volte a settimana nel salottino dalle poltrone verdi di Davide, sotto gli sguardi del cane Perlaia e del ...

Nostalgia istantanea - Dargen D'amico

Un flusso di coscienza e incoscienza che procedono di pari passo, 40 minuti per due brani... nella sua sfrontata e irriverente "genialità" Dargen D'amico sfida l'ascoltatore letteralmente a perdersi con lui, il risultato conferma in toto il talento del nostro e il suo stile, ma è evidente come si tratti di una provocazione o meglio di una operazione programmatica che spinge quasi all'adorazione o al ripudio più totale dell'opera in se... tutt'al più per l'evidente sfida/scontro di fondo. Se il nostro oltre che delle parole si fosse occupato anche dell'aspetto musicale il risultato sarebbe stato raggiunto forse a pieno, ma a nostro avviso non bastano le parole, sincere quanto vogliamo e ricche di significato ad aprire nuove strade o a incantare l'ascoltatore di turno, fan o meno. Quasi un dissing con se stesso insomma o meglio una sfida con se stesso e... con l'ascoltatore... dove l'intenzione travalica l'intento e non appo...

Come il suono dei passi sulla neve - Zibba e Almalibre

Come il suono dei passi sulla neve, mai titolo potrebbe essere più azzeccato per descrivere queste atmosfere, questi toni sommessi e sommersi in orpelli strumentali che aggiungono bellezza, in parole incisive e taglienti che sono disarmanti per la loro poesia. Senza far rumore insomma o quasi, in un mondo dove tutti urlano, Zibba e compagni procedono con classe e stile che è educazione alla buona musica, alla bellezza di suoni, arrangiamenti, alla potenza e valenza delle parole e della voce, penetrante e profonda. Un album che avvolge lentamente, che metaforicamente, come una carezza si trasforma via via in un abbraccio sempre più caloroso, ricco di sfumature, che si diradano ascolto dopo ascolto, sia dal punto di vista musicale che lessicale. Tanti gli ospiti prestigiosi, da Roy Paci a Eugenio Finardi a sublimare nient'altro che "la bellezza", ci ripetiamo... ma se il titolo esplicita a meraviglia il mood dell'album, non ci sono anche in questo caso parole m...

Il Dittatore di Larry Charles

La barba, feticcio come per Chaplin i baffi di Hitler, la gag che più classica non si può dello scambio di persona, per una critica al sogno americano a tutto tondo (dallo star system alla politica) volgare, scorretta, iper realista che fanno de Il Dittatore un film imperdibile, benchè la trama risulti scontata e il girato assomigli più a un videoclip, ma anche questa è critica a un sistema, quello americano, "dove i sogni sono veri e anche le paure", attaccato con ferocia e sarcasmo nelle sue fondamenta, dove si ride e tanto e non potrebbe essere altrimenti, ma si riflette parimenti.  Un'opera deliziosa nella sua scurrilità che mostra la grande intelligenza degli autori, che confezionano un affresco ficcante e incisivo, sagace, che in estrema sintesi gioca coi luoghi comuni, con gli stilemi consolidati, che siano narrativi o filmici per rivitalizzarli e farli confluire amabilmente in tutto altro, senza mai perdere di vista il ritmo e la tensione, nonostante l'...

Rebetiko Gymnastas di Vinicio Capossela

La declinazione del verbo Rebetiko del nostro Capossela porta con se tutta la malinconia, nostalgia, tristezza, insita nel ricordo per un luogo, un cuore, un letto o addirittura un destino, perso per strada... volente o nolente, guardandosi indietro in un immaginario viaggio a ritroso, "perchè semplice è l'amore e le semplici cose se le divora il tempo". Un album venato dunque di sapori, di sospiri, di sensazioni agro dolci che non può non affascinare l'ascoltatore che devo solo entrare in sintonia con la materia, sicuramente ostica proposta, per aver accesso a un mondo "senza tempo" incantato. Il Rebetiko greco alla fin fine richiama il tango popolare argentino o ancor meglio il fado portoghese e ha un incedere sensuale e incalzante nel quale perdersi è d'obbligo, a maggior ragione se è il nostro a cimentarsi con tale passione e trasporto. Non ci soffermeremo come di consueto sulle singoli canzoni, perchè di un album di standard e vecchie/nu...

Hanno ucciso l'uomo ragno vent'anni dopo: riflessioni a margine

Non abbiamo parlato qualche mese fa dell'operazione lanciata da rockit, ovvero artisti indie coi Cani in prima fila a tributare un omaggio francamente non sempre all'altezza salvo qualche episodio a Max Pezzali, ma due parole, visto che comunque si tratta di una vera e propria uscita discografica le spendiamo per questa "celebrazione" di Hanno ucciso l'uomo ragno vent'anni dopo.  Prima che qualcuno ce lo rammenti, lo sappiamo benissimo che non abbiamo neanche accennato alle celebrazioni dei decennali dei vari Baustelle, Perturbazione... e non parleremo neanche dei quindici dei Virginiana Miller a dirla tutta... per altro più affini sicuramente ai nostri gusti...  perchè la verità è che queste operazioni non ci piacciono, anzi le troviamo addirittura pretenziose, anche se come amanti della musica degli artisti citati non ci lamentiamo di certo e rispettiamo chiunque senta il bisogno di... fatto salvo questo presupposto e ritornando agli 883 è lampante ch...