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Quello che so sull'amore di Gabriele Muccino

Per parlare di questo nuovo film di Gabriele Muccino interpretato da Gerard Butler, Jessica Biel, Catherine Zeta-Jones, Uma Thurman, (queste ultime due irriconoscibili, causa botox crediamo) Dennis Quaid, Angela Lansbury e Judy Greer, partiamo da due fattori a nostro modo indispensabili e che sono solo in apparente contraddizione: primo, il fattore America e il flop annunciato e inevitabile e secondo, l'autobiografia del suo autore. Inevitabile l'insuccesso perchè una storia del genere, col calcio protagonista e non appunto un eroe del baseball o del basket nonostante la crescita del "nostro sport nazionale" in America è quanto meno rischioso, ma Muccino ne è cosciente, i momenti dove il film strappa un sorriso sono appunto riguardanti questo aspetto: "e mi dai trecento dollari per tutta questa roba? Tu portami la maglia di Michael Jordan" o ancora: "ma come fa? Sono straniero" e qui che le due tematiche apparentemente inconciliabili si armo...

Cercasi amore per la fine del mondo di Lorene Scafaria

Un film "carino" che poteva essere "delizioso", potremmo sintetizzare così la visione di "Cercasi amore per la fine del mondo", aggiungendo: è un vero peccato. La sinossi non è a dire il vero molto originale, ma la riflessione che ne consegue è fatta davvero bene, tutta giocata sulla contrapposizione tra gli eccessi "della folla" in delirio e la pacatezza dell'uomo solo "da sempre", in un riuscito mix... bilanciando gli altri personaggi che danno le loro versioni per così dire, di quello che si dovrebbe fare mancando così poco alla fine. Questo senso della misura accompagna la pellicola in toto, dalla recitazione alla sua fotografia calda ma mai invadente (Tim Orr), così come i movimenti di macchina e i ragguagli tra le scene... riuscendo ottimamente a interpretare "il distacco" del protagonista di fronte alla degenerazione. La sceneggiatura va di pari passo fino al momento principale quando gli snodi narrativi devon...

La rivoluzione nel monolocale - Alì

Questa nuova generazione di cantautori, siciliani in primis, da Dimartino a Carnesi e Colapesce (produttore tra l'altro dell'album) per citare i primi che ci vengono in mente e volendo restare in Sicilia, si arricchisce di questo nascituro (che esce per La Vigna Dischi) che porta la firma di Stefano Alì... Alì per gli ascoltatori e la cosa che più "colpisce" a parte il nome si intende (N.d.r.) è rispetto ai nomi citati prima, il timbro vocale e l'uso che il nostro ne fa in questi brani... è un particolare non da poco, perchè "questo monolocale" non è "Restiamo in casa" di Colapesce, non c'è la poetica dei piccoli oggetti, gesti, azioni che assurgono a grande significato, non ci sono i giochi linguistici di Carnesi ne la forza evocativa di Dimartino, o meglio... nei solchi, ci sarebbero anche, ma ovviamente sotto altra espressione e vis poetica ma a far brillare tutto di altra luce è appunto la voce, il timbro, scuro, ombroso eppur du...

A trovare i miei amici ci vado in bici - Enrico Botti

Per Botti si potrebbe coniare la definizione: blues e pop che si mischiano a "un destino lodevole da ricercare" (Non dormo più) con una rapidità di pensiero a presa rapida in un cantautorato moderno e instabile... "tutti pedine allineate nello stesso scacchiere, (A trovare i miei amici ci vado in bici ) che fa molto Gaber e De Andrè nelle dinamiche strumentali, "in un mondo che fa di tutto per farmi svegliare" e con "la jella ci vede bene attraverso gli occhi di un carabiniere", ma "per potere conseguire il diploma di cittadino normale" (Devo farmi una posizione) bisogna cercare "soluzioni, ipotizzare scenari, assai poco verosimili" (il destino che si compie ) e allora ci vogliono atmosfere giocose, divertite e irriverenti, pur aspettando "il cadavere del nemico passare"... e ironia e "esigenza" fanno anche pensare a Bennato se "del tuo passato non ricordi niente" (Ricco e prepotente), ma qual...

Valetudo - Iacampo

"Le mie poesie tutte in metrica sono follia, dimentica" da "Non è la California" (uno dei brani migliori del lotto)...   Folk ballads semplici e intense, poggiate sulla chitarra acustica, con un incedere ipnotico, ricche di suggestive e calde armonie vocali che ben si sposano con le linee melodiche...   è questo il pregio di questo album ma anche il limite a nostro avviso che stanno qui racchiusi in perfetta armonia... con un substrato pop piacevole e godibile in certi episodi, quando si apre alla melodia e quando dove ovviamente il nostro arricchisce fra i solchi la sua proposta, come ad esempio l'entrata dei violini a far risaltare  "Mondonuovo": dove "questa epoca confonde"... ma "e c'è un canto che suona bellissimo, resta appeso ad un cielo antichissimo, canto quel che sono e di un mondo nuovo" oppure con un ritornello ancor più ficcante e un andamento più sinuoso e ammaliante in "Amore in ogni dove" dove ...

Durante - Vetronova

Intrecci strumentali di indole punk, melodie oblique, derive noise, squarci di post rock, cambi di ritmo e variazioni, un album da ascoltare più volte e dove c'è sicuramente del buono ma anche tanta confusione e imprecisione, nel senso che ci vogliono le buone intenzioni ma ci vuole anche una certa tecnica e perizia per realizzare il tutto, per non parlare dell'uso riservato alla voce, non eccelsa ma comunque messa in secondo piano sempre, come in "Il muro macchiato": "c'è troppa tristezza nell'aria" e anche quando come in "I passi del ragno" dovrebbe essere quanto meno messa al pari degli altri strumenti, se fai un pezzo alla Massimo Volume per intenderci, se poi le parole si capiscono appena... anche perchè "Non era più una questione infantile bruciare le formiche con l'accendino" è una bella frase, peccato sia una delle poche che si riescono ad identificare. Ci sono comunque ottime idee specie nel trittico iniziale, co...

Inno di Gianna Nannini

Buon ritorno sulle scene per Gianna Nannini, ormai maggiorenne discograficamente parlando, si tratta infatti dell'album numero diciotto, prodotto da lei stessa e Wil Malone che ha diretto la London Studio Orchestra, un prodotto sicuramente di spessore, registrato a Londra tra il Rak e il celebre Abbey Road Studio, che si avvale nel supporto ai testi di Pacifico, presente in metà album oltre a quello di Tiziano Ferro e Isabella Santacroce, fra gli ospiti ci sono anche Christian Eigner e Peter Gordeno rispettivamente batteria, pianoforte e tastiere dei Depeche Mode e Francis Hylton, al basso, musicista degli Incognito...  tra melodie convincenti e arrangiamenti di pregevole fattura, la voce è sempre intensa, forse l'unica a potersi permettere di enfatizzare così tanto nell'interpretazione risultando credibile. “Inno è un’ode alla rinascita” dice ed è un lavoro sostanzialmente pop che mischia sapori nostalgici ad improvvise aperture melodiche, che non tralascia il b...