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Visualizzazione dei post con l'etichetta recensioni musicali 2022

Mosè Santamaria "Come cani per strada" la recensione

  "Come cani per strada" è l'album di Mosé Santamaria prodotto da LaCantina Records di Giacomo Capraro e Max Manticò . Il disco è elettronica allo stato puro, ma non si può prescindere dall'uso di chitarre e pianoforte a voler rimarcare alcuni punti essenziali.  Nell' Intro ambient con la vocalità di Mosé sussurrata: "nessuno nasce, nessuno muore, come cani per strada ti amerò. Sempre", aprendo alla successiva "Come un Buddha sotto un fico", ricca di un'elettronica suadente, con la voce che fa l'occhiolino agli anni '80: "La felicità non è una destinazione ma un mezzo di locomozione..." "Occhi nudi" procede sulla stessa linea di campionamenti e momenti dilatati in cui ad emergere è la parte testuale, anche se rispetto ala ritmica in stile new wave, la voce è più bassa (ed effettata): "Cerco un pianeta solo ad occhi nudi..." ed oggi più che mai c'è bisogno di guardare oltre quel muro che negli u...

Andrea Tarquini "A fondo nel '900" la recensione

Andrea Tarquini non è arrivato ieri. E' uno che di musica ne ha masticata parecchio, figlio com'è di una scuola cantautorale ben solida, quella romana. La sua chitarra si muove abile, più della voce - l'esperienza con Stefano Rosso ha insegnato tanto -, tra canzoni che vanno "A fondo nel '900". L'album, prodotto da  MoovOn   ( Altafonte-Self ) , è il terzo prodotto da Fabrizio “Cit” Chiapello. . Un lavoro che si immerge nella canzona d'autore, con sonorità più moderne, mood irish, dove comunque è la musica a primeggiare. "Ufo Robot" , "non è nostalgia " ma poco ci crediamo, perchè chi può dimenticare l'anime giapponese: "E mi metto sull'attenti quando canta Francesco e sto attento alle parole se s'affaccia Francesco e mi batte forte il cuore quando segna Francesco" , l'ironia non manca al nostro in questa ritmica country (ma solo nella ritmica) su cui si adagia nel finale una 6 corde morbida. Gli arrang...

Folkatomik "Polaris" la recensione dell'album

I Folkatomik pubblicano “Polaris” , un album ampiamente popular che è un connubio di suoni mediterranei, quasi sempre cupi, arcaici, profondi come il Mare Nostrum . La band giovane, perchè fondata nel 2019, nasce dall’incontro di musici dal bagaglio folk, come Franco Montanaro, t amburellista e cantante,  Oreste Forestieri  polistrumentista , Valeria Quarta, cantante e percussionista e il noto producer Li Bassi. Il lavoro è sostenuto nell’ambito del progetto “Programmazione Puglia Sounds Record 2022” dell’etichetta italysona che sostiene i lavori della tradizione popolare.   La pizzica si sente tutta nella title track "Polaris", frenetica e colorata dai suoni e dalla vocalità tipica del Sud del nostro Paese. La stella che guida i marinai verso la rotta del ritorno, tra incertezze e paure, dove il mare è nero come i suoni di questa 'taranta'. "Quant’ave " è ballabile, cadenzata, cantilenante, con i flauti che vengono da lontano, la possente voce di Valeri...

Alex Vecchietti, la recensione di "Blessed"

La storia di Alex Vecchietti parte da Palermo, sua città natale, anche se sin da bambino si è trasferito a Londra dove matura la passione per la musica. E giunge oggi al terzo album da solista dal titolo "Blessed" ( Retro Reverb Records) a cui dona un'aurea anni '80. Lo si capisce subito da "Escape" , il brano che apre il disco, un mondo, quello della New Wave,  che Vecchietti esplora dai New Order a certe sonorità morbide di Phil Collins . In "Awakening", nella sua rudezza, fa dimenticare paradossalmente i suoni finto anni '80/'90, con una bella elettrica che fa tutto da sola vagando per un  Final Countdown d'antain. Nella successiva "Awake" la vocalità sorprende in ruvidezza, spingendo più di un Robert Smith e conquistando spazi eterei. La title track "Blessed" inizia con arpeggi che conferiscono la melodia a quello che è un bel pezzo, dalle dinamiche ballabili, energiche e profonde. Molto cinematografica......

Pith, la recensione dell'album omonimo

Il cd dei Pith è un tentativo coraggioso di perpetuare la tradizione, tutt’altro che peregrina, del free jazz in Italia. In un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui le scelte musicali sembrano adeguarsi al comodo sofà della piacevolezza a tutti i costi, della pedissequa imitazione di nuovi stili musicali, legati però esclusivamente al business, un disco di vero free jazz non può che essere accolto come una ventata di libertà, appunto.  Chi scrive ha l’età per ricordare gli antesignani di un modo libero di esprimersi in musica: dal ribelle Schiano all’intellettuale Gaslini, passando per Gaetano Liguori e, per certi versi, gli amati Area. Ciò che distingue la proposta dei Pith (OrangeHomeRecords) dal free di quell’epoca è la inevitabile commistione di musica e politica che, a quell’epoca, permeava molta della produzione non solo d’oltreoceano (Coleman, Shepp, Ayler) ma anche europea e che, adesso, in un mondo globalizzato, dominato dal capitalismo e dall’alta finanza, si r...

Tango Spleen Orquesta la recensione di “Vamos a la Distancia”

“Vamos a la Distancia” è il nuovo album di Tango Spleen Orquesta, il quinto in studio del gruppo leader del tango in Italia. Per i 100 anni dalla nascita di Astor Piazzolla, il gruppo riarrangia e reinterpreta i brani più famosi del musicista argentino combinandoli con composizioni originali. Le musiche di Piazzolla vengono 'trattate' ma senza particolare lavoro di post-produzione sui suoni. Il missaggio e la masterizzazione sono stati curati da Ivano Giovedì. “Michelangelo ’70”  mostra fotograficamente tutta la bellezza dei vicoli sudamericani, la frenesia delle notti calde nel violino di Luciano Casalino, la bramosia del pianoforte di Mariano Speranza. Brano ricco di minimalismo. Tutto il contrario dell’originale “Calles”, dove il piano sono passi in una strada notturna e il bandoneon di Francesco Bruno disegna un tango sensuale e morbido fino a quando non entra il violino lirico.  Il pianoforte ‘solo ’ apre pure “Adiós Nonino”. Ispirato più che mai, Piazzolla dedica al...

Il Dallas "iosonodinamite" l'album

" iosonodinamite”  ( Casereccia Records / IndieMood)  è il nuovo album di Il Dallas,  una raccolta di storie, storie di esuli, accolti nei bar.  Gente con il foglio di via dalle chiese, dagli uffici, allergica ai letti puliti. E I l Dallas li racconta, è con loro a bere in quel dormitorio, dove urlano, nel loro deserto incomprensibile.  Sette canzoni nelle quali l’incomunicabilità è il pretesto, la corda a cui appendersi per non cedere alla noia, al subdolo fascino della quotidianità.  ASCOLTA IOSONODINAMITE:  https://bit.ly/38FdZJ9 La band collabora con Gianmaria Accusani (Prozac+ e Sick Tamburo) e si sente, e da questa produzione artistica nasce anche il singolo “Polisportiva Stradazza” con il videoclip diretto da Davide Vettori. Il Dallas sono: Davide Faraon (voce), Antonio Rebuf (basso), Zeno Marchetti (tromba, macchine), Andrea Bolinelli (chitarra), Raffaele Bianco (batteria). "iosonodinamite" è un mantra rock nell'intro del lavoro, che esplode ...

GnuQuartet, la recensione di "Paganini - The Rock Album"

Francesca Rapetti (flauto), Roberto Izzo (violino), Raffaele Rebaudengo (viola) e Stefano Cabrera (violoncello) compongono gli GnuQuartet e questo è un ineluttabile e positivissimo dato di fatto. Ascoltando attentamente il loro ultimo lavoro “ Paganini – The Rock Album ” (OrangeHomeRecords/Believe)   ho avuto la stessa ineluttabile e positivamente netta sensazione, di essere al cospetto virtuale, ma non troppo, di una parte considerevole dell’ensemble dei Berliner… L’intonazione, le scomposizioni ritmiche, la perizia ed il gusto profusi negli arrangiamenti armonici pieni di “portamento” e “poesia”, che vengono fuori dall’ascolto dell’album, sono entusiasmanti e privi di “trucchi da studio di registrazione ” con una post-produzione dell’album - curata da Raffaele Abbate  - a dir poco, impeccabile. Il titolo, considerate le atmosfere del disco, mi sembra riduttivo. Il Paganini che si materializza nelle varie esecuzioni, strizza l’occhio un po' al rock'n'roll di Elvis...

Luca Fogliati "Per te" la recensione

L'album “Per te” è autoprodotto da Luca Fogliati che si addentra nel pop rock, un viaggio dalle sonorità anni ’90, con i suoni elettronici che vengono a intrecciarsi con la strumentazione possente e distorta. Ogni brano sembra esattamente il proseguo del precedente, nel testo, una evoluzione, come la vita nel suo quotidiano. “Vertigine”, il primo singolo del disco, è la prova di questo concetto, la basica forma-canzone arricchita da un bridge accattivante: “Vertigine di stare seduto sulle nuvole aggrappati ad un appiglio per vivere e non mi tradire” e se non si osa non si potrà mai capire cosa si prova. Non manca subito la ballad,  “La tua maschera”, con piano lezioso e acustica standard per “maschere di falsità dietro a nuvole coperte dall’avidità”.  Fogliati chiede di “togliere quella maschera” e di non fingere.  “A vent’anni” è cupa e tiratissima come il ricordo che il nostro ha di una ragazza che ha perso la vita in un incidente “... una luca ti dice che è lì il ...

1000Streets, la recensione dell'album "Electro Way"

1000Streets fa bene all’anima. Soprattutto in un periodo difficile come quello della pandemia, in cui c’è bisogno di evadere, di tornare a “ballare sui rottami” - citando un altro autore - riscoprendo il sound oltreoceano dello swing vestito a nuovo di elettronica, con un’orchestra incredibile, che non si risparmia, che riesce a tralasciare anche la melodia talvolta, pur di inventarsi un elettro-sound irriverente, addirittura distorto. “Electro way” (EPOPS Music) è l’album che meglio spiega il concentrato della loro musica, tra tradizione e contemporaneità, swing, big band e tanta elettronica.  Masterizzato da Christian Wright degli Abbey Road Studios di Londra,  l’album vede la collaborazione di Moreno Buttinar, EPOPS Productions e l’etichetta EPOPS Music, dei produttori artistici e tecnici del suono Christian “Noochie” Rigano, Davide Linzi, Daniele “Speed” Dibiaggio, e Leo Virgili. E tanti sono gli ospiti voluti ad incrementare questo potenziale. Vale la pena citare orc...